NOTE di VIAGGIO

domenica 10 settembre 2017

TERME LUIGIANE salutari & "piccanti" al punto giusto


 Parco termale Acquaviva


















Stare immersi nell'acqua calda, mentre fuori le temperature cominciano ad abbassarsi. Cosa c'è di più piacevole? Le Terme sono un ottimo rifugio per un break autunnale. Tra le tante in Italia si fanno notare le Terme Luigiane in Calabria (tra il territorio di Acquappesa e Guardia Piemontese), tra le più antiche e citate già da Plinio il Vecchio. Il primo documento risale al 1446, a firma di San Francesco di Paola. Fu il medico napoletano Giovanni Pagano a dare il nome di Luigiane in segno di ringraziamento verso il Principe Luigi Carlo di Borbone che gli concedette il patrocinio per la sua ricerca sulle proprietà terapeutiche delle acque.
Ci si rilassa nel Parco Termale Acquaviva, un luogo ameno circondato da alberi e piante, dove respirare aromi di essenze balsamiche e folate di zolfo salutare.
Un soggiorno piacevole e la possibilità di usufruire delle cure - negli stabilimenti termali, Therme Novae e San Francesco - a base di acqua termale, fanghi e alghe, che tra le altre cose rafforzano le difese immunitarie contro influenze e raffreddori, aiutano a liberarsi dalle tossine e svolgono un'azione antinfiammatoria.
Tutte sono convenzionate con il S.S.N Servizio Sanitario Nazionale.

Per una vacanza si può usufruire dei pacchetti delle strutture partner delle Terme e degli ingressi combinati alle Terme.
Si soggiorna al Grand Hotel delle Terme (chiude il 23 ottobre) completamente rinnovato e collegato con un passaggio interno allo stabilimento Therme Novae. Ricco e variegato il menù del ristorante annesso che ogni due settimane propone pure la serata gastronomica calabrese. Un ricco antipasto con salumi e formaggi tipici, la bruschetta con la ‘nduja, la marmellata di cipolle rosse di tropea con la ricotta, le polpette di carne e di melanzane, le frittelle di fiori di zucca, per proseguire con la pasta fresca condita con le tipiche salse locali piccanti. Il secondo è un'altra golosità: la salsiccia fatta a mano secondo la tradizione calabrese, le patate’mbacchiuse, la cipolla grigliata, patate e peperoni. Si conclude con le danze del territorio (lo spettacolo è aperto anche ai non ospiti).
Dopo le cure vale la pena vivere il territorio. Negli immediati dintorni si può visitare Guardia Piemontese, borgo che ospita una delle minoranze etniche presenti in Calabria, conserva ancora oggi i resti delle origini valdesi e l’uso della lingua occitana, tutt’ora parlata e insegnata ai bambini.
Laura Neve

Guardia Piemontese



Martedì 2 settembre 2014 
La Locanda del Falco al Castello di Rivalta (PC) 


Hotel Torre San Martino
A volte capita che le nostre scelte vengano in qualche modo ostacolate e allora pur non capendo il perché ci si arrabbia, ma forse alla fine tutto ha un suo motivo. 

A me è capitato ultimamente con l'utilizzo di un cofanetto regalo che non era stato ancora consumato, nonostante la sua scadenza fosse già stata procrastinata una volta. Così dopo tanti rinvii ecco che per il giorno prima della sua improrogabile scadenza prenoto con una serie di ostacoli, quelli di cui accennavo prima, al Castello di Rivalta vicino Piacenza.

Devo confessare che era stata una scelta quasi "forzata", per una serie di motivi quindi sono partita un po'scettica. Ma all'arrivo,la sorpresa è stata grande. La visita al maniero perfettamente conservato e abitato dai proprietari è stata entusiasmante e il borgo che lo circonda è affascinante.


Antica Locanda del Falco
Un luogo in cui i piacentini, che lo raggiungono in un quarto d'ora, possono trascorre qualche ora in passeggiata o al bar della residenza Torre di San Martino circondati da una natura rigogliosa e qualche abitazione molto ben tenuta.

Dopo aver ammirato il borgo e l’alloggio molto confortevole per concludere la giornata ci aspettava la cena al ristorante,inserito nel contesto, l’Antica Locanda del Falco

Un locale grande e molto accogliente, con una bella pergola di glicine sotto la quale consumare la cena in una bella serata estiva e dove Sabrina Piazza, chef di cuore e donna tenace, sa come conquistare palati difficili. 

Alla vista del menù come rinunciare all’antipasto di salumi tipici piacentini? Per il secondo la scelta è caduta sulla tartare di scottona piemontese battuta al coltello e contornate da una selezione di deliziose salsine, ignari che la locanda aperta dal 1975 era iniziata grazie a persone esperte nel settore della macelleria, quindi quale posto migliore per sceglierla.

 
Le foto parlano da sole!


E per concludere un fantastico Crumble ai lamponi.
Il Falco come spesso viene chiamato dagli habituè, è un posto fuori dal tempo raffinato ma al tempo stesso in cui ci si sente come a casa propria!

E per i più snob… qualche sabato è facile incontrare un noto stilista italiano, originario di queste zone, che lo ha eletto a suo ristorante preferito. Livia Elena Laurentino


Venerdì 4 gennaio 2013 
SPECIALE FRANCIA - Tartufo che passione! 

Gli amanti del tartufo quest’anno hanno sofferto un po’ per via del prezzo piuttosto alto e del fatto che la produzione è stata un po’al disotto della media stagionale, così chi si volesse, non essendo categorici come Gioacchino Rossini che mentre viveva in Francia, si faceva spedire il tartufo da Alba, potrà consolarsi con un viaggio oltralpe. Questo è il periodo migliore perché in Francia, dove c’è solo il tartufo nero, la stagione dura più a lungo e quello dei mesi più freddi è il più buono. 


Si tratta di truffe noire (Tuber melanosporum), che nulla ha ad invidiare al nostro bianco, per ricchezza del suo profumo.
 Questo è il periodo migliore perché in Francia, dove c’è solo il tartufo nero, la stagione dura più a lungo e quello dei mesi più freddi è il più buono. 

A pochi chilometri da Avignone, c‘è una deliziosa cittadina chiamata Carpentras, e qui nel Vaucluse c’è il cuore pulsante del tartufo,dove da settembre a marzo tutti i venerdì mattina, con qualunque tempo si svolge la borsa del tartufo. Nel cortile di un palazzo storico, alle nove in punto si aprono i cancelli e in un arena transennata i produttori portano i loro prodotti e sotto la supervisione di un funzionario della ministero dell’agricoltura iniziano le contrattazioni. In una mezz’ora verrà stabilito il prezzo d’asta della giornata , dopo di che si chiude il mercato.

   

Quest’anno in Francia la stagione è stata più favorevole e la qualità di un buon livello per cui girando per ristoranti non sarà difficile trovare ottimo prodotto a prezzi ragionevoli. Potrebbe rivelarsi interessante scoprire come si cercano i tartufi e vicino a Gordes, piccolo paese arroccato su di un colle e residenza estiva di personaggi famosi Mitterand e Aznavour, Robert Florent con il figlio Gaël, proprietari di una grande tartufaia saranno la guida giusta per fare questa esperienza che si concluderà con una degustazione del prodotto sui tradizioni crostini 

A Ménerbes, Pierre Matres,chef e caviste, è il direttore della Maison de truffe et du vin, luogo incantevole con una magnifica vista, nel quale si possono degustare originali ricette, come la “Velluta di topinambur con ricotta di pecora al tartufo nero e crostino al burro di tartufo e sfogli di tartufo”, accompagnati da uno dei vini custoditi nella grande cantina che ospita tutta l’intera produzione del territorio, oltre ad una moderna sala di degustazione per la formazione dei sommelier. 
  

Anche nei ristoranti di Avignone sarà piacevole assaporare le specialità della gastronomia francese in ristoranti stellati come quello di Christian Etienne, in una dimora del 1200 all'ombra del Palazzo dei Papi o all’Essentiel in rue Petite Fusterie 2. 
Livia Elena Laurentino 

Info: 
www.provenceguide.com 
www.avignon-tourisme.com  



Sabato 1 dicembre 2012 
SPECIALE FRANCIA - Chasselas de Moissac  



Quando l'autunno avanzato dipinge sulle foglie della campagna tutti i toni del giallo e del rosso è piacevole andare a zonzo per i campi e raccogliere immagini e sensazioni che ci conforteranno durante l'inverno.
Ho avuto la fortuna di essere ospite in Francia, più precisamente al sud nella zona chiamata Tarne-et-Garonne, vicino a Tolosa, dove la Tarn e la Garonna,appunto, si snodano tra colline e pianura prima di sfociare l'una nell'altra. Nella zona di Moissac la coltivazione che va per l maggiore sono le mele e la vite, soprattutto quella che produce una fantastica uva chiamata Chasselas. I suoi grappoli dorati vengono raccolti tardivamente,verso la fine di ottobre, ma opportunamente conservata è un'uva che tradizionalmente viene consumata fresca sulle tavole nel periodo natalizio. Molto produttori oltre a commercializzarla fresca, la trasformano per produrre un succo tutto naturale, come usava anticamente per fare la cura disintossicante , tanto che a Moissac c'è ancora un piccolo edificio liberty deputato in passato alla cura dell'uva, oggi sede della sagra chiamata Chasselas et terroir en fete che ogni anno si tiene dopo la metà di settembre con le varie aziende agricole.
Tra le tante presenti sul territorio, Le Clavel di Jean Francois e Martine Damiani è l'unica a produrre il succo d'uva sia naturale che frizzante, una vera novità.
Tre cotture di Foie Gras -
Restaurant Le Florentin - Moissac
C'è un piacevole ristorante chiamato Le Florentin, che è situato nella pizza della fontane- Place Roger Delthil, proprio nel cuore della cittadella dove si erge maesstosa la bellissima Abbazia di San Pietro, patrimonio dell'UNESCO. Qui oltre al panorama bellissimo da ammirare mentre si pranza degustando il foie gras nelle sue varie sfumature di cottura, ed è l'unico posto in cui dopo un piacevolissimo pranzo si potrà degustare il gelato allo Chasselas.

Dessert di Pere con crema vaniglia e gelato al Chasselas
Altre info su
www.turismo-midi-pyrenees.it
www.it.touluose-tourisme.com
www.tourisme82.com


Giovedì 22 novembre 2012 

SPECIALE FRANCIA - I vini del Tarn et Garonne  


Il sud-ovest della Francia, conosciuta come Tarn- et- Garonne, a nord della capitale Tolosa, è una regione viticola che conta sedici AOC, appellation d'origine (simili alle nostre DOC n.d.r.). la morfologia del territorio la definisce come zona vocata all'agricoltura, con una particolare attenzione alla frutta mele , meloni e e soprattutto l'uva .Vini rossi, bianchi e rosati si degustano come aperitivo, o per accompagnare le specialità regionali sulle tavole tolosane. Il vigneto di Fronton è situato alle porte di Tolosa. Produce principalmente vino rosso, fine ed elegante, derivante da un vitigno coltivato unicamente qui: "la Négrette". Il vino di Fronton, con il suo aroma fruttato e morbido, accompagna armoniosamente tutti i prodotti del territorio: “confit”, “cassoulet”, salsiccia di Tolosa, formaggi… Un poco più lontano ma non meno apprezzato, il vino di Cahors rappresenta uno dei più grandi cru del sud-ovest. Ricco di profumi e sapori, trova un’ottima collocazione a tavola con tutte le carni rosse o in salsa cucinate nella regione.Il vino di Gaillac, coltivato a una cinquantina di chilometri dalla città rosa, è ben conosciuto dai tolosani. Rosso o bianco, questo vino raffinato, sottile e carnoso regala al palato dei momenti di puro piacere. Le relative tenute si estendono su un vasto territorio, punteggiando il paesaggio di affascinanti castelli e numerose cantine.Tolosa fa certamente la sua parte in questa cultura vinicola. Le vigne comunali di Candie si estendono su 25 ettari e offrono ai tolosani un vino da tavola molto apprezzato in occasione delle cerimonie ufficiali cittadine, o più semplicemente quando si mangia fra amici. Il vino di Candie ha ripetutamente ottenuto prestigiosi riconoscimenti, come la Medaglia d’Oro di Parigi. Una nota a parte merita lo Chassalat, succo d'uva che si produce nel sud della Francia , in particolare nella campagna che sta intorno a Moissac. E' stata la prima frutta fresca ad ottenere la AOC nel 1971, ed è un’ uva da tavola per l'alta gastronomia. In tutta la zona 280 produttori 548 che coltivano 3826 ettari di terra.Dalle uve di Chasselat non si produce vino ma solamente succo d'uva, che il secolo scorso veniva consumato per la cura dell'uva,mentre oggi viene servito freddo come bevanda. 
Livia Elena Laurentino