mercoledì 30 agosto 2017

MOGLIANA ( FC) - Due giornate settembrine dedicate al vino e al territorio


12 produttori, un territorio, un evento di presentazione dei Sangiovese Romagna Modigliana 2016. Modigliana (FC), la Stella dell’Appennino, si candida a diventare il territorio di riferimento di tutta la Romagna del vino. Lo fa con i vini sottili, eleganti e freschi che nascono da suoli, unici in Romagna, di marne e arenarie.
Doppio appuntamento quindi il 9 e 11 settembre, il sabato dedicato ai giornalisti italiani e stranieri e il lunedì a ristoratori, enotecari e wine lovers. A presentare l’annata 2016 ci saranno Giorgio Melandri, wine writer che per primo ha intuito le potenzialità delle vigne piantate in alto in Appennino, Francesco Bordini, agronomo e wine maker emergente, e Luca Gardini, comunicatore e grande istrione seguito da migliaia di fan in tutta Italia.
Si parte il sabato alle 16 con la presentazione ai giornalisti dell’annata 2016 a cura di Giorgio Melandri e Luca Gardini, con un intervento sul territorio a cura di Francesco Bordini. I banchi di assaggio, resteranno aperti al mercato coperto (in centro a ridosso della Tribuna) fino alle 19. Si potranno assaggiare i Modigliana 2016, le Riserva Modigliana 2014 e tutti i vini di Modigliana (in totale circa 50).
Il lunedì 11 si riparte con una giornata dedicata ai ristoratori e ai wine lovers. Banchi d’assaggio al mercato coperto dalle 11 alle 19 con la possibilità di pranzare (su prenotazione) mangiando la fiorentina alla brace cotta sul posto dalla Pro Loco di Modigliana. L’ingresso ai banchi d’assaggio è libero.
L’iniziativa è promossa dai produttori di Modigliana (Balia di Zola, Cà Nova, Cantine Intesa, Casetta dei Frati, Castelluccio, Lu.Va., Mutiliana, La Pistona, Il Pratello, Il Teatro, Torre San Martino, Villa Papiano), in collaborazione con la Pro Loco, il Comune di Modigliana e l’Accademia degli Incamminati.
Per informazioni sull’evento e prenotazione cena: stelladellappennino@gmail.com, cell. 328.9733086  C.S.


martedì 29 agosto 2017

GIULIANO SANGIORGI - Click by JOanna Marioni


La XXII edizione del prestigioso Premio Lunezia ha conferito a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro il premio per il “valor Musical Letterario” del brano Lo sai da qui , canzone contenuta nel disco “La rivoluzione sta arrivando” e colonna sonora del film di Giovanni Veronesi “Non è un paese per giovani”.


La canzone è una delle ballate più emozionanti e amate, scritta da Giuliano per il padre; un viaggio introspettivo, intenso, che arriva diretto al cuore grazie al linguaggio semplice, immediato e sincero che si culla su una calda melodia e sui suoi inconfondibili virtuosismi della sua voce.


Giuliano ha incantato l’affollatissima Piazza Menconi a Marina di Carrara, riproponendo in versione acustica solista alcuni suoi successi accompagnandosi magistralmente al pianoforte.
Disponibile, simpatico e generoso canta con il pubblico del Premio Lunezia, coinvolgendolo attivamente nell’esibizione.


Il cantautore salentino ha ritirato con emozione e gratitudine il premio assegnatogli dal padron del Festival della Luna, Stefano de Martino, che affiancato da uno storico team, si dimostra sempre attento a valorizzare l’arte-canzone offrendo grandi opportunità ai nuovi giovani talenti e importanti riconoscimenti ai grandi nomi del cantautorato italiano, dando spazio a tutti i generi musicali.


Testo e foto by Joanna Marioni 














lunedì 28 agosto 2017

Il Prato nel Piatto - La Parietaria


La Parietaria
La paretaria è una pianta erbacea piuttosto comune che cresce abbondantemente attorno a noi. La si incontra spessissimo, è una vera e propria pianta infestante. Non stupitevi, può diventare alta anche 70 cm, si arrampica ovunque e ama colonizzare intere aree. È una pianta “cosmopolita” che cresce dal mare alla zona sub-montana nelle zone fresche ed umide. Basta distrarsi, lasciare incustodito un pezzetto di terra azotata e all'ombra e lei, zacchete! Decide di abitarlo. È molto odiata per la sua capacità di estendersi, ma insospettabilmente, come dice il suo nome, “paretaria officinalis”, possiede vere e proprie proprietà officinali, oltre ad essere ottima anche da gustare come verdura. Io stessa ne rimango stupita, ma la Natura ci insegna che quando è generosa e produce così copiosamente, è perché quella tal cosa ci occorre, va a calibrare le nostre mancanze. Però, non vi nascondo che io stessa faccio un po' fatica a mangiarla, forse perché mi ricorda gli spinaci, di cui non amo molto il sapore terroso.
La paretaria si trova in luoghi che presentano un’esposizione parzialmente ombreggiata, soprattutto nella stagione più calda, poiché teme molto il sole diretto. Lei si protegge, ha bisogno di sostegno, di essere avvolta, è anche un po’comodosa, difatti ama i letti di vecchie foglie che fungono da naturale pacciamatura. I nomi che le sono stati attribuiti ci suggeriscono che cresce e si estende su vecchi muri (paries in latino), suo habitat favorito i bordi strade lungo i muretti a secco, fra i ruderi, i sassi e le macerie. Nella letteratura botanica classica la Parietaria era indicata con il nome di muralis herba, erba dei muri, ma lei adora anche le aree rocciose, le siepi e i boschi. Cresce aggrappata saldamente e con il crescere le sue radici sgretolano con facilità le pietre su cui poggiano, bastano piccole crepe o fessure per ospitare le sue radici che in poco tempo sgretoleranno il muro come per cibarsene. Probabilmente è per questo motivo che in antichità, la pianta veniva impiegata per curare i calcoli renali e la renella. Comprensibilissimo il fatto che venga ignorata o rimossa, per via dei danni che il suo apparato radicale può apportare ai muri e alla costruzioni in pietra (da cui il nome dialettale di “spaccapietra”, nome peraltro che viene dato anche a una piccola felce muraria di cui forse un giorno vi parlerò).
Potete comprendere le sue qualità attraverso i nomi che le sono stati assegnati nel corso del tempo. Viene chiamata comunemente muraiola, erba vetriola, erba di vento, gambo rosa.
Ricordo che da piccolina alcuni anziani, che vivevano vicino a me sul Monte delle Formiche, utilizzavano la parietaria per pulire le bottiglie. Ne introducevano una manciata di foglie nel collo della bottiglia, che grazie ai microscopici peli presenti sulle foglie, un po’ di acqua e lo scuotere velocemente le puliva perfettamente. Ora so che questa umile erba oltre ad essere utile per pulire e rendere più splendenti i vetri e i bicchieri, è un meraviglioso insettifugo agricolo, ho scoperto che spargere alcune piante di parietaria sui cumuli di grano immagazzinati, terrà lontano insetti dannosi e particolarmente nocivi per il raccolto, voglio provarla anche nella mia dispensa dove conservo sementi e granaglie. L’effetto “carta vetrata” delle sue foglie veniva usato anche per ripulire il cuoio ed oggetti di rame. Ecco come si è aggiudicata il nome di vetriola.

Da bambina giocavo spesso con lei perché mi rimaneva appiccicata addosso e io mi divertivo un sacco, lei si attacca agli indumenti e alle mani, e vi assicuro che ha la capacità di restar attaccata a lungo. Questa primavera mi è capitato di gironzolare per il centro di Bologna un’intera mattina prima di accorgermi di avere un bel ramo di parietaria appiccicata di sbiego sul mio vestito. Le persone mi avranno trovata eccentrica, o forse solo un po’ sbadata.
Fa parte della famiglia delle Urticacee, è parente stretta dell'ortica, difatti spesso crescono vicine e se vi capiterà di vederle entrambe cariche di semi, farete un po’ fatica a riconoscerle a prima vista. Come l’ortica, forma colonie più o meno numerose nelle stazioni ricche di nitrati. È curioso, ma se vi capita di essere punti dalle ortiche, sarà proprio l’erba vetriola ad accorrere in vostro aiuto, lei lenisce il prurito dovuto al contatto con la sostanza urticante dell'ortica, occorre strofinarla con delicatezza dove vi siete punti.
Le foglie della parietaria, come quelle delle altre urticacee forniscono il nutrimento ai bruchi di Vanessa atalanta L.
Questa pianta è praticamente inodore. Quando la incontrate in fiore, da maggio a ottobre, vi suggerisco di chinarvi e di osservarla da vicino, è una pianta molto particolare perché nell'infiorescenza potrete notare che sono presenti tre tipi di fiori: quelli maschili, quelli femminili e quelli ermafroditi.
La pianta è ricca di minerali, una quantità notevole di sali di potassio, calcio e mucillagini. Contiene anche tannino, flavonoidi, sostanze solforate e sostanza urticanti, come il raro acido caffeoylmalico.
Era già nota fin dai tempi antichi per le sue proprietà diuretiche e depurative, antinfiammatorie, emollienti, sudorifere, ed espettoranti. Plinio nel I secolo la menzionava utilizzata sotto forma di cataplasmi in casi di calcoli. Nel Medioevo veniva utilizzata solo dagli Arabi, mentre nel XVI secolo i medici se ne servivano per curare le ferite. Probabilmente oggi è andata praticamente in disuso perché in primavera coi suoi pollini causa allergia.

In cucina si utilizzano le giovani foglie primaverili lessate come gli spinaci. Ottime per ripieni, frittate, minestre, acque cotte, zuppe, creme, frittate o come contorno “tagliate” con altre erbe di campo. La muraiola va mangiata sempre in piccole quantità per l'alto contenuto di ossalati, esattamente come gli spinaci. Ve la consiglio se volete ottenere una bella pasta fresca verde, da usare come fareste per le ortiche.Per poterla conservare per utilizzarla al bisogno, le foglie vanno raccolte nei mesi più caldi, essiccate velocemente all’ombra e conservate in vasi di vetro. Buone per far scorta per l’inverno.


Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,
larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte, Beatrice Calia, l’Erbana.

sabato 26 agosto 2017

DOLCENERA - CLICK di Joanna Marioni



Una serata all’insegna della spontaneità quella che ha visto protagonista Dolcenera, premiata lo scorso 27 Luglio 2017 al  Premio Lunezia per «il talento musical-letterario di Dolcenera, per la valenza lirica dei testi e la capacità di rinnovarsi, seppur fedele all’impronta cantautoriale dark. »


Ormai di casa al premio Lunezia, che segue negli anni il suo percorso di cantautrice, questa volta il riconoscimento è in virtù della completezza del suo repertorio, portando uno sguardo globale dagli inizi al più recente album « Le Stelle Non Tremano », in cui Dolcenera - citando la motivazione della consegna del premio - « rivendica il diritto al futuro, coniugando poeticità e melodia ».


Un percorso che, in perfetta coerenza con la voglia di guardare avanti che anima il lavoro della cantautrice salentina, continua proprio in questi giorni : attualmente in studio di registrazione per il suo nuovo attesissimo lavoro, la cantautrice ha lasciato lo studio esclusivamente per il pubblico del Premio Lunezia e ha risposto con sincerità, vivacità e simpatia alle domande dei due presentatori.


Dolcenera ha raccontato il processo di scrittura, come un « viaggio » fatto di domande : « ci sono dei momenti in cui questa serie di domande crea una magia, non sempre accade ma quella magia a volte c’è ed è veramente intensa ». La cantautrice salentina ha dato prova sul palco del Lunezia della magia racchiusa nei suoi successi, quali Com’è straordinaria la vita,  Mai Più Noi Due, Niente al Mondo, Ci Vediamo a Casa, Ora o Mai Più

E la magia è tale che ascoltandola piano-voce, quasi avvertiamo e immaginiamo l’orchestrazione di ogni brano, rapiti dal modo in cui la stessa Dolcenera si lascia andare alla musica : ci sembra quasi di vedere il momento in cui il brano è suonato con l’incanto, l’ingenuità e l’apertura al possibile della prima volta. E allora pensiamo che si, la magia delle canzoni di Dolcenera sta proprio nel riuscire a vederne ogni volta il momento della scrittura.
L’evidenza più autorevole che il premio conferito alla cantautrice Dolcenera poteva avere ea questa, la prova del palco. Non ci resta che dirle a presto !  Testo di Elena Nesti   Foto di Joanna Marioni




venerdì 25 agosto 2017

Gustosità di Neria - FARFALLE alla GRECA


Fresca e leggera questa pasta fredda è l’ideale compagna alle torride giornate estive. Si prepara senza stare troppo in cucina, giusto il tempo di cuocere la pasta ed eccola pronta.

La ricetta della FARFALLE alla GRECA

Ingredienti per 4 persone 250 gr di farfalle, 1 peperone rosso, 1 peperone giallo, 10 pomodori datterini, 1 cetriolo, 1 cipolla di Tropea, 150 gr di feta, 100 gr di tonno sott'olio, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaino di origano, 50 gr di olive greche, 1 cucchiaio di capperi sotto sale, sale , pepe
Eliminare il picciolo, i semi e i filamenti dei peperoni.
Lavarli e tagliarli a striscioline. 
Lavare e tagliare i pomodorini a fettine sottili; sbucciare il cetriolo e tagliare anche questo a
fettine sottili insieme alla cipolla sbucciata. 
Riunire tutte le verdure preparate in una ciotola e condirle con l'olio, l'origano, un pizzico di sale, una macinata di pepe e i capperi dissalati. 
Tagliare la feta a dadini piccoli. 
Portare a bollore abbondante acqua in una pentola, salare ed unirvi le farfalle. 
Lessare la pasta al dente, scolarla condirla con un filo di olio, lasciarla raffreddare coperta ed unirla infine alle verdure. 
Mescolare delicatamente, aggiungere ancora un filo di olio, le olive, la feta.


Servire le FARFALLE alla GRECA con un buon calice di prosecco come Cuvèe Extra Dry Borgo Molino, spumante dal perlage fine e persistente, profumato, con una delicata persistenza aromatica, equilibrato e fresco. Temperatura di servizio 6 – 8 gradi. 
Buon lavoro e buon appetito! Neria Rondelli




mercoledì 23 agosto 2017

Settembre pratese -


Alla fine di agosto per Prato inizia un mese di grandi eventi che si susseguono nei luoghi più diversi della città. Oltre 100 eventi sono il calendario del Settembre Pratese, giunto alla terza edizione, con concerti, meeting sportivi e incontri, pensati per tutti anche i bambini.
Piazza Duomo, Piazza Santa Maria in Castello, Museo Pecci, Museo del Tessuto, Piazza delle Carceri e il Parco Liberazione e Pace (ex Ippodromo) saranno il palcoscenico degli appuntamenti; dal 9 al 17, proprio al Parco si svolgeranno gli spettacoli del circo contemporaneo Extra-Vagante, del Magda Clan Circo e le iniziative di sport e volontariato. 

Piero Pelù - ph Joanna Marioni 
In Piazza Duomo ci sarà il palco dei grandi concerti di Brunori SaS (31 agosto), Afterhours e Luci della Centrale elettrica (1 settembre), Litfiba il 2 , Baustelle il 3,  Benjamin Clementine il ed il tradizionale concerto della Camerata Strumentale Città di Prato il 5
 
Piazza dei Piccoli

Maciste contro tutti 25 anni (1992-2017) sarà l'evento del 10 settembre che sarà al Museo Pecci; protagonisti fra gli altri: Francesco Magnelli, Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Ginevra Di Marco, Fatur, Max Collini, Francesco di Bella.
Al Castello dell'Imperatore, ecco l'evento del Progetto Zero, dedicato alla musica elettronica, dai suoni più profondi della techno a quelli più vivi della House Music, a cura di Freaky deaky con due appuntamenti il 7 e 9.
Ai bambini è stata riservata per 10 giorni piazza Santa Maria in Castello che si trasformerà in un parco giochi e sarà Piazza dei Piccoli.
Dal 9 al 17 settembre il Parco Liberazione e Pace (ex Ippodromo)  ospiterà  la nuova arena dell'antico Gioco della palla Grossa, con le due eliminatorie del 9 e 10 settembre e la finalissima del 16  alle ore 18.00. nei altri giorni sarà teatro di numerosi appuntamenti del poetico Magda Clan Circo con il loro spettacolo Extra-Vagante. Il 16 settembre,  per il secondo anno  Prato parteciperà all'evento internazionale dedicato al disegno, in contemporanea con le principali capitali e città del mondo, The Big Draw, che ospiterà laboratori ed iniziative dedicate.
Tutti i dettagli del programma e le info su www.settembreprato.it
Livia Elena Laurentino

martedì 22 agosto 2017

NEK - Click by Joanna Marioni


La musica di Nek accende Villa Bertelli nella notte delle stelle cadenti.
Il 12 agosto Filippo Neviani ha fatto tappa con il suo fortunatissimo tour Unici in tour in Versilia a Forte dei Marmi, da sempre meta delle sue vacanze estive.


Emozionato e felice per la calorosissima accoglienza del pubblico e per la presenza in platea dei suoi amici, Nek regala una serata carica di emozioni e di energia. Momenti intensi e suggestivi in cui l’artista canta accompagnandosi al pianoforte si alternano ad altri più energici e travolgenti dove i fans si scatenano, ballando e cantando sulle note dei grandi successi.


Nek interagisce continuamente con il pubblico, coinvolgendolo in modo spontaneo e generoso, fino a raggiungerlo letteralmente per cantare in mezzo ai fans abbattendo le classiche barriere. un momento indimenticabile, scelta che rappresenta appieno il carattere gioviale, genuino e disponibile del cantante emiliano, un segno di riconoscenza e gratitudine verso chi lo segue con affetto e stima.



Il cantautore di Sassuolo ha ripercorso i suoi 25 anni di carriera e proposto le hit più recenti tratte dal suo ultimo album Unici. Giochi di luce spettacolari hanno fatto da sfondo ad uno spettacolo “Unico” che ha lasciato entusiasti tutti i presenti.


Filippo si è accompagnato con la chitarra, il synth e il pianoforte, con lui sul palco la sua band: Emiliano Fantozzi (chitarre e tastiere), Luciano Galloni (batteria e percussioni), Chicco Gussoni (chitarra) e Lorenzo Poli (basso e synth). Testo e foto di Joanna Marioni