venerdì 31 marzo 2017

Gustosità di Neria - FRITTATA con FOGLIE di RAVANELLO & PANCETTA in COCOTTE


Bastano pochi ingredienti per questa semplice ricetta: uova freschissime possibilmente del contadino, ottimo Parmigiano Reggiano, saporita pancetta e tenere e delicate foglie di ravanello, ricche di vitamine e altamente depurative che non si devono assolutamente buttare. L’unica condizione per cucinare questa ricetta è quella di acquistare ravanelli non trattati, preferibilmente biologici.


La ricetta: FRITTATA con FOGLIE di RAVANELLO & PANCETTA in COCOTTE


Ingredienti per 4 persone 2 mazzi di foglie di ravanello, 70 gr di pancetta, 50 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato, 5 uova, olio extravergine di oliva, sale, pepe
Lavare le foglie di ravanello e tagliarle a piccole strisce. Tagliare la pancetta a cubetti. 
In una padella antiaderente, rosolare la pancetta a fuoco dolce, aggiungere le foglie di ravanello e fare cuocere per qualche minuto continuando a mescolare. 

Lasciare raffreddare e nel frattempo, in una ciotola, separare i rossi dagli albumi che dovranno essere montati a neve. 
Sbattere i rossi con il parmigiano, un pizzico di sale e pepe a piacere ; incorporare al composto le foglie di ravanello precedentemente cotte, mescolare ed infine aggiungere delicatamente gli albumi montati a neve. 

Ungere le cocotte con olio e riempirle con il composto. Infornare a 180 gradi per 20 minuti circa. 


Servire la FRITTATA con FOGLIE di RAVANELLO & PANCETTA in COCOTTE calda o anche tiepida con contorno di verdure a piacere. 










In abbinamento un calice di spumante rosato istriano, Terraroza Metodo Classico Bajta Salez Fattoria Carsica. Questo eccellente spumante brut è ottenuto in purezza dal vitigno Refosco d’ Istria. 
Il colore si presenta rosato intenso donato allo spumante dalla ricchezza di antociani tipica di questo vitigno; il profumo è fruttato e ricorda quello delle fragole e la frutta a bacca rossa. Secco, asciutto, deciso e armonico questo spumante ha un perlage elegante, vellutato e avvolgente; è ottimo come aperitivo, ma anche a tutto pasto con una cucina delicata di terra o di mare. Temperatura di servizio 8 – 10 gradi.
Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli



giovedì 30 marzo 2017

"CENTOMANI di questa terra", l'edizione 2017 sarà il 3 aprile


Come di consueto sarà l'Antica Corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli ad ospitare l'appuntamento annuale di CENTOMANI di questa terra, la grande festa dei Soci e degli amici di CheftoChef emiliaromagnacuochi. Lunedì 3 aprile a Polesine Parmense 50 chef e 50 produttori di eccellenze del territorio si ritroveranno per un confronto sul tema La sfida glocal: saperi tradizionali e competenze competitive per costruire nuove opportunità”, declinato in cinque ambiti come ricerca, storia, turismo, sociale, impresa. Al termine del convegno il talk show “Sapere, saper Fare e fare” dedicato al mondo della formazione professionale, con l’obiettivo di confrontare e valutare quanto viene fatto sia nei sistemi d’istruzione che nelle scuole di formazione professionale. Contestualmente verrà presentato anche il Concorso Studente Chef to Chef 2017.
L’evento è aperto al pubblico e la partecipazione è gratuita.
Per informazioni centomani@cheftochef.euLivia Elena Laurentino

martedì 28 marzo 2017

PUMMA’ Bologna la pizzeria gourmet


A Bologna, in via Murri 103, in un bel palazzo fine ottocento situato nel centro del nuovo distretto gourmet della città a pochi passi da noti ristoranti bolognesi, troviamo PUMMA’ Bologna,  brand gourmet presente già a Milano Marittima, da aprile a Ibiza sulla banchina del Porto Vecchio ed in autunno prossimo a Milano, zona Darsena vicino all’Università Cattolica. Tutti i locali a marchio Pummà, ristrutturati come un “teatro del gusto” dal designer Adriano Cucca, per il progetto pizza saranno coordinati Beniamino Bilali, uno dei più grandi maestri pizzaioli italiani che in un decennio, utilizzando eccellenti materie prime e tecniche innovative ha saputo rivoluzionare e trasformare la qualità della pizza. La brigata di pizza Pummà Bologna sarà guidata dal maestro pizzaiolo Giulio Rinaldi in collaborazione al maestro panificatore Giulio Pediconi docente di numerosi corsi sugli impasti base e le paste lievitate. Tra tradizione ed innovazione, nulla è lasciato al caso a cominciare da un menù accattivante con venticinque pizze in carta dieci delle quali della tradizione e quindici da degustazione che seguiranno la stagionalità della materia prima e che varietà ogni 3 mesi. La scelta degli ingredienti è molto accurata; le farine sono integrali e macinate a pietra; il lievito madre preparato con cura utilizzando farina di grano tenero, acqua e frutta; la lievitazione prolungata dalle 24 a 48 ore rende l’impasto leggero e digeribile; le eccellenti farciture, con ingredienti di grande qualità, seguono la stagionalità.
I condimenti sono selezionati tra i migliori oli extravergine di oliva nazionali; i pomodori pelati sono di Terra Amore e Fantasie di Sant’Antonio Abate, le mozzarelle fior di latte e bufala campana arrivano del Caseificio Casolare di Alvignano, la burrata pugliese è del Caseificio Palazzo di Putignano, i capperi di Salina, le olive di Gaeta e tanti altri Presidi Slow Food.
Queste eccellenze abbinate ai prodotti stagionali del territorio come le verdure freschissime dei mercati di Cesena e Bologna, i formaggi romagnoli, il prosciutto di Parma fanno sì che la pizza marchio PUMMA’ sia in assoluto eccellente prodotto del Made in Italy che scriverà una pagina importante della pizza mondiale.
Ho avuto il piacere di degustare in anteprima alcune di queste meravigliose pizze tradizionali e innovative, iniziando la degustazione con la O Fiore Mio”, Margherita, con impasto di farina di grano tenero “tipo 2”, pomodoro Terra, Amore e Fantasia, mozzarella di Bufala Campana DOP caseificio Casolare di Alvignano, basilico fresco; Napoletana, impasto di semola, ottimi pomodori di Napoli, alici adriatiche, olive di Gaeta, capperi e origano di Pantelleria, delicato pesto al basilico; Amatriciana, saporita e gustosa, Vegetariana delicata e sana; un piccolo boccone dolce, un bignè allo zabaione con cioccolato amaro ha concluso in dolcezza l’evento .
mozzarella fior di latte, burrata, prosciutto di Parma Dop selezione “Casa Graziano", impasto Idrolisi. A seguire: classica
Per informazioni e prenotazioni: 051 0390764.  Neria Rondelli

lunedì 27 marzo 2017

Il Prato nel Piatto - La Malva


Con la malva ogni male se ne và!
Che gioia quando passato l’inverno comincio a vedere l’amica malva crescere a vista d’occhio e rinverdire interi tratti di strade, rotonde, prati. Adoro questa pianta e le sono riconoscente assai. Avevo poco più di vent’anni ed ero diventata mamma da pochi giorni. All’epoca di cibo ne sapevo poco, avevo il mio diploma da tecnico alberghiero, ero vegetariana da sei anni, ma lungi da me sapere che le solanacee potevano dare allergia soprattutto se consumate in inverno-primavera.. la mia piccola Mariangela da un giorno all’altro si era ricoperta tutta di piccole chiazze rosse che davano l’idea di darle molto fastidio.. il suo corpicino era in preda ad un “fuoco” che si espandeva fuori per dare l’allarme, ma ardeva da dentro, e dava l’idea di essere molto fastidioso. Fu un omeopata di Riccione a consigliarmi di farle delle spugnature con i fiori di malva e mi disse che io dovevo smettere di mangiare la salsa di pomodoro o l’insalata di pomodori, perché probabilmente nella bimba che allattavo al seno avevo scatenato una fantastica irritazione. Questo è stato uno degli episodi importanti della mia vita che hanno contribuito a farmi innamorare dei rimedi immediati di Madre Natura. Semplici spugnature di acqua blu, sì blu perché i fiori di malva in infuso colorano di blu, et voilà, tutto è passato! Io però ho dovuto metterci del mio cominciando a modificare la mia alimentazione. La Natura ci viene in soccorso, ma noi possiamo/dobbiamo fare la nostra parte. .

Nel linguaggio dei fiori MALVA esprime tranquillità, dolcezza e amore materno. Il suo uso come pianta curativa è antichissimo. Veniva utilizzata dagli antichi romani sia come alimento che come rimedio naturale. Il poeta latino Marziale Marco Valerio la usava dopo i bagordi,mentre Cicerone ne era così ghiotto da farne indigestione. I seguaci di Pitagora la adoravano, poiché pensavano che la pianta fosse sacra agli dei, e che fosse in grado di placare le passioni che rendono schiavo l’essere umano. E Plinio la suggeriva per ritrovare la tranquillità. Anche Carlo Magno le era particolarmente affezionato, tanto che la fece coltivare nel suo giardino perché le attribuiva straordinarie proprietà medicinali. Per la sua forma, bellezza e colore si crede aiuti a combattere le negatività e la leggenda vuole che la si esponga durante le notti di San Giovanni per acquisirne le proprietà magiche e medicamentose. Per le sue innumerevoli proprietà curative con “mal-va: il male se ne va”. I Greci la chiamavano malachè che significa “rendere morbido”. Ippocrate la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative. Da sempre utilizzata come cibo perché disponibile in grandi quantità, e per di più, cibandosene, svolge il suo effetto antinfiammatorio e di blando lassativo. La malva era ritenuta efficace per risolvere tutti i mali, calmante, emolliente, lassativa, protettiva sulla pelle e su tutte le mucose, antinfiammatoria e talmente ricca di mucillagini da avere dolci proprietà benefiche su intestino e gola. La sua mucillaggine forma una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi ne agevola l’eliminazione. La malva contiene mucillagini che stimolano le contrazioni dell’intestino e facilitano la rimozione e l’espulsione delle tossine dal nostro organismo in maniera non irritante e non violenta. Una mano santa!

Dove trovo la malva? Lei cresce nelle terre incolte, purchè fertili e idratate, la si può trovare in campagna, in collina, ma anche lungo i bordi dei campi coltivati in pianura o di argini e strade, e su quasi tutti i terreni incolti. Preferisce i terreni concimati e freschi ma si adatta bene un po’ ovunque. È un’ erba molto comune che cresce spontaneamente anche nei pressi dei centri urbani e la si riconosce facilmente.. Lei abita vicino a noi e ci aiuta a tenere il più pulito possibile l’ambiente che ci riguarda. La sua fioritura comincia in primavera e si protrae per tutta l’estate, con bellissimi fiori di colore rosa/lillà molto graziosi. Il suo colore è molto rilassante e stimola le nostre percezioni intuitive, ci aiuta a fidarci dei nostri sentimenti, ad avere maggiore fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità e ci aiuta a ritrovare la pace e la chiarezza. Attenzione a quando la parte erbacea presenta piccole macchiette color ruggine, lasciatela lì, non raccoglietela, è infestata! Quando va in fiore è meravigliosa, portamento elegante, semplice, un po’ stimolino, attraente, fresco. I suoi fiori hanno cinque petali a forma di cuore di color lilla, ricchi di antiossidanti ottimi da usare in occasione di qualsiasi problema riguardi la pelle e le parti intime. Conosciuta da sempre come pianta omnimorbia, ovvero indicata alla cura di tutti i mali. La malva è una delle poche piante le cui virtù terapeutiche sono conosciute anche dai meno esperti.
L’uso della malva in cucina è molto diffuso, le foglie ancora tenere possono essere consumate come gli spinaci e possono essere aggiunte a minestre e ripieni. In cucina la malva è largamente utilizzata e si addice nella preparazione di minestre, polpette, insalate o frittate, per la preparazione di risotti, ravioli o misticanze. Il sapore è piacevolmente dolce. Possiamo utilizzare la malva come rimedio naturale preparando tisane, infusi e decotti utili per le loro proprietà antinfiammatorie, lassative, espettoranti e antibatteriche.

Nei tempi passati al termine malva si associava la parola omnimorbia per indicare che questa pianta rappresentava un rimedio contro ogni tipo di male. Ricchissima di componenti che la rendono un toccasana per la nostra salute e la nostra bellezza ,è una pianta dalle potenti proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie. Protegge tutto il corpo dall’azione degenerativa dei radicali liberi.

Il suo impiego è particolarmente indicato sulla pelle. Poi c’è chi la usa per rilassarsi e l’aggiunge sotto forma di decotto di fiori di malva nell'acqua del bagno per rinfrescare la propria pelle; chi usa le foglie crude per curare il mal di denti, le afte, il sanguinamento gengivale e le affezioni del cavo orale; chi l’adopera per agevolare l’espulsione di liquidi in eccesso e tossine; chi sa che la malva aiuta ad ammorbidire le feci facilitando l'espulsione. Che dire degli antichi che strofinavano le foglie di questa pianta sui denti per sbiancarli e per avere un sorriso smagliante? Gli impacchi alla malva sono sfiammanti e molto adatti anche sulle zone più delicate del corpo. La delicatezza della malva è utile anche per occhi sui quali agisce come tonico. Davvero una pianta strabiliante e io le sono particolarmente grata.Personalmente la uso insieme ad altre piante per fare ripieni di torte salate, l’uso che ne faccio è un uso prettamente di pulizia. Ne scotto una manciata di foglie e la trito finemente per poi berla con la sua acqua di cottura, la bevo per ripulire il mio intestino. Di solito la faccio la sera e la mattina mi sento un po’ come il “topo cagone” di Stranalandia, libro di Stefano Benni, che lo cita chiedendosi come faccia una creaturina così piccola a produrre tanta cacca.. ecco le mucillaggini della malva funzionano così, gonfiano le nostre feci aiutandole a raccogliere tutto il sudiciume che occorre portare fuori dal nostro corpo, fino a creare la così detta cacca da soddisfazione! Provare per credere! La malva, il lino, lo psilllium, tutti i portatori di mucillagine ci aiutano a fare una bella pulizia dentro di noi, operazione fondamentale per stare in salute, perché è importante ciò che entra in noi, ma anche quello che esce ha un’importanza fondamentale!!!

Proprietà molto simili alla malva selvatica ce l’hanno il malvone e l’ibiscus. Da sapere che la malva non presenta controindicazioni né reazioni allergiche e può essere utilizzata anche dalle donne in gravidanza.

Ecco qui la mia ricetta : TISANA ALLA MALVA
Mettere un pentolino d’acqua a bollire, quando la temperatura raggiunge gli 80° circa, ve ne accorgete dalle bollicine che si formano lentamente, spegnete il fuoco e versate nell’acqua calda 2-3 cucchiaini di foglie e fiori essiccati di malva, o anche freschi, e lasciate in infusione dieci minuti coperto, poi filtrate e la tisana è pronta. Ottima per calmare la tosse, per la decongestione delle vie respiratorie e per superare i sintomi influenzali.


Bene siam giunti alla fine, larga è la foglia, stretta è la via, dite la vostra che io ho detto la mia!


Sperimentate sempre e abbiate cura di voi!
Un abbraccio dall’Erbana una selvatica in cucina!

Beatrice Calia


sabato 25 marzo 2017

Apre a Bologna Bottega Portici -2 torri

    Palazzo Melchiorre Bega - Nikoboi photographer
Annunciato da un enorme manifesto che campeggiava sulla facciata di Palazzo Bega, all'ombra della Garisenda e degli Asinelli, le torri simbolo di Bologna, oggi sabato 25 marzo ha aperto i battenti Bottega Portici – 2 Torri.
Debutto “stellare” dunque, in piazza di Porta Ravegnana, per il nuovo moderno street food che si caratterizza come 100% made in Italy.
Fin dal mattino, infatti, un flusso ininterrotto di persone, tra cui numerosi turisti stranieri, ha caratterizzato la prima giornata d’attività del nuovo locale bolognese.
“Quella di oggi – rileva Riccardo Bacchi Reggiani, general manager di Bottega Portici - è stata una giornata indubbiamente positiva, anche se molto impegnativa: abbiamo registrato un’ affluenza da record di persone che hanno spaziato, nelle loro scelte dai dolci di maestro Gino Fabbri al caffè di Terzi, per chiudere con le paste fresche del nostro chef Elia.
Gino Fabbri & Chef Elia
Una curiosità per chiudere: oggi le tagliatelle al ragù hanno superato le altre paste nelle varie preferenze d’acquisto, un dato interessante, anche se forse ha giocato a favore il fatto che la nostra sfoglina “in vetrina” preparava proprio questo tipo di pasta all’uovo”.
Nato dal successo riscosso della Bottega, adiacente a I Portici Hotel di via Indipendenza, il nuovo locale oltre a proporre le specialità bolognesi di pasta fresca realizzata al momento, anche da asporto, offrirà a tutti i suoi ospiti un' impagabile ed inedita vista dalla bellissima terrazza che affaccia sulle torri ! Dopo un breve periodo di “rodaggio” l'apertura ufficiale è prevista per l'8 aprile.
Livia Elena Laurentino

venerdì 24 marzo 2017

Gustosità di Neria - Polpettone di Primavera


Il polpettone è una classica pietanza della nostra tradizione; può essere preparato con carne, verdure, pesce, formaggio, …dipende dagli ingredienti che si hanno a disposizione e dalla fantasia in cucina. La forma è quella classica a cilindro e può essere farcito internamente per arricchirlo ulteriormente. Anche la cottura può variare; può essere cotto al forno, oppure in padella o fritto ma comunque il risultato è una pietanza gustosa che regala sapori di casa e famiglia.
Facile e veloce nella preparazione, il polpettone si serve a fette, caldo o freddo a piacere; si può preparare in anticipo e consumare anche il giorno seguente…il risultato sarà sempre ottimo.
Oggi ho preparato un polpettone ricco e saporito ; l’ho farcito con asparagi freschi di stagione e uova sode; esternamente l’ho avvolto con il prosciutto cotto per renderlo un poco croccante.


La ricetta del POLPETTONE di PRIMAVERA

Ingredienti per 6 persone

per il polpettone: 500 gr di carne macinata mista ( lombo di maiale e vitellone), 100 gr di mortadella, 5 fette di prosciutto cotto, 50 gr di parmigiano reggiano grattugiato, 1 panino raffermo, 1 uovo, 1 spicchio di aglio, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipollotto, 2 rami di rosmarino, sale, pepe, noce moscata, olio extravergine di oliva, 2 bicchieri di vino bianco secco,

per la farcia: 1 mazzo di asparagi, 4 uova

Come prima cosa preparare gli asparagi; togliere la parte bianca e più dura degli asparagi, quindi legarli a mazzetto e lessarli per circa 10 minuti in acqua salata dentro ad una pentola stretta e alta dove possano fuoriuscire solo le punte che si cuoceranno con il vapore.
Cuocere gli asparagi al dente, scolarli e lasciarli raffreddare; lessare anche 4 uova che serviranno, insieme agli asparagi, a farcire il polpettone. Macinare ora finemente tutte le carni e la mortadella, tranne il prosciutto cotto.
In una terrina mescolare la carne, il parmigiano, l'uovo, sale, pepe e noce moscata a piacere ed il panino raffermo ammollato nell’acqua e strizzato.
Preparare un foglio di carta forno e stendervi sopra le fette di prosciutto cotto.
Sul prosciutto spalmare il composto di carne livellando uniformemente.
Nel mezzo sistemare gli asparagi e le uova precedente preparate e molto delicatamente, aiutandosi con la carta, avvolgere il prosciutto con l'impasto formando un cilindro; legarlo con lo spago da cucina.
In un capiente tegame con un filo di olio extravergine di oliva e tutte le verdure tagliate grossolanamente, riporre il polpettone e rosolarlo a fuoco vivace, sfumare con il vino bianco; quando il vino sarà evaporato, abbassare
il fuoco , coprire con un coperchio e continuare la cottura per 40 minuti circa.



Servire il POLPETTONE DI PRIMAVERA caldo o tiepido con un contorno di verdure a piacere.


In abbinamento un calice di vino rosso, morbido, fruttato come Rebo Cantina di Toblino vino ottenuto dal vitigno autoctono che il genetista Rebo Rigotti ottenne incrociando Merlot e Teroldego. Rosso rubino, il Rebo ha caratteristici profumi di mora e lampone; in bocca è vellutato e rotondo e di buona struttura. Servire il Rebo in ampi calici alla temperatura di servizio di 16 – 18 gradi.

Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli






martedì 21 marzo 2017

Eco di Sirene Tour - Carmem Consoli a Pescia by Joanna Marioni


Da febbraio Carmen Consoli è nuovamente in tour.


“Eco di sirene” la vede impegnata in un nuovo progetto acustico tutto al femminile, chitarre, violino e violoncello prendono vita nelle mani di “tre sirene”, Carmen, Emilia Belfiore e Claudia della Gatta.
All’interno di una conchiglia di luci affidata all’estro creativo di una “quarta sirena”, Camilla Ferrari.


La scaletta del concerto ripercorre la carriera musicale dell’artista, emerge forte come trade d’union il tema della donna: la sensibilità artistica, la voce e le chitarre della cantautrice catanese hanno delineato infatti nel tempo una miriade di ritratti femminili forti e sempre attuali.


Il termine polisemico sirena offre spunti ambivalenti di riflessione; le sirene sono ibride creature immaginarie tipiche del folklore di molte culture nel mondo, simbolo di una contradditorietà insita nella natura umana: “una mostruosa chimera e una dolce fanciulla in cerca di un’anima, un essere capace di amare, proteggere, custodire, che assorda e allerta.


Al contempo la sirena è un segnale di allarme di un pericolo imminente” per metterci in guardia dai piccoli e grandi problemi del nostro tempo, da chi codardo e vuoto nell’anima si nasconde “dietro una tastiera” protetto da un “falso nikname” e colpisce senza ritegno e contegno la sensibilità altrui e sopratutto da coloro che gestiscono le sorti dell’umanità e sembrano non trovare pace nella pace. 


Dopo aver toccato alcuni tra i più grandi teatri italiani, il 18 marzo Eco di sirene tour è approdato al Teatro storico Pacini di Pescia, dove in un’atmosfera intima e raccolta Carmen ha ammaliato gli spettatori con le magiche suggestioni della sua musica, come una vera sirena.

 Testo e foto di Joanna Marioni




Il teatro inaugurato nel 1728, è intitolato dal 1889 al compositore catanese Giovanni Pacini.

lunedì 20 marzo 2017

Il Prato nel Piatto - La Borragine


Coraggio e buon umore con la Borragine

Un paio di giorni fa ero felice in passeggiata sui verdi prati romagnoli alla ricerca di questa cara amica, la borragine! In mezzo alla miriade di nuove e fresche bolle di sprazzi di colore che stanno vestendo a festa Madre Natura, finalmente è comparsa lei, giovane e fresca, pennellate di blu in grande abbondanza, altezzosa e circondata da tarassaci, radicchi, romici, calenduline. La borragine cresce in modo spontaneo dalla pianura fino ai 1000 metri, ama gli spazi soleggiati e viene anche coltivata perché da sempre viene utilizzata in cucina e nella medicina popolare. 
Mi piace pensare sia una pianta “acquariana”, una pianta venuta dal cielo perchè i peli biancastri che la ricoprono e che pungono assai, sembrano creare una nuvola argentea che l'avvolge. Inoltre si caratterizza per la presenza di fiori a cinque petali disposti a stella di colore blu-viola e al centro di questa stella floreale vi sono neri e visibilissimi coni centrali un po’ inquietanti. Questi fiori sono raccolti a pannocchia e la loro forma ricorda quasi uno scorpione. È una pianta molto particolare e amata dai cerbiatti che se ne nutrono golosissimi, e non sono gli unici, anche le api ne sono attirate e la prediligono. Gli inglesi la chiamano "Pane delle api". Da dove deriva il suo nome non ci è dato ancora sapere, dal tessuto di lana ruvida chiamato “borra”, data la peluria che ricopre le foglie? O da “borrago” per le proprietà sudorifere della pianta? O forse da “borrach” che in celtico significa coraggio. Si narra che tra le popolazioni celtiche per aumentare il coraggio dei guerrieri venivano aggiunte alcune foglie di borragine al vino. 
Che magica pianta di forza e di sostegno! 

In cucina io ne uso foglie e fiori. Le foglie sono ricoperte di una fitta peluria che risulta molto ruvida al palato, quindi io le utilizzo scottate da sole o in accompagnamento ad altre verdure. Il sapore delle foglie cotte è molto particolare, risulta mucillaginoso e dolce, a parer mio va equilibrato. Non amo utilizzare le foglie crude anche se hanno un gusto che ricorda quello del cetriolo. I fiori sono meravigliosi per completare le misticanze, per impreziosire una caraffa di acqua fresca, per dare ancor più tono a un piatto ricco. Ottima da aggiungere a minestroni e zuppe, per farcire torte salate o ravioli, perfetta per un risotto primaverile. Ai tempi degli antichi romani questa pianta veniva considerata un rimedio contro la malinconia e la tristezza. Carlo Magno la descriveva come “generatrice di buon umore”, inoltre porta con sé la fama di risvegliare gli spiriti vitali. Plinio il Vecchio, nei suoi scritti, ne esalta le proprietà rinvigorenti affermando che «un decotto di borragine allontana la tristezza e dà gioia di vivere». La proprietà terapeutica che la vede un valido rimedio contro la depressione, la si può attribuire all'azione stimolante che la pianta esercita sulle ghiandole surrenali. L’ aumento della secrezione di adrenalina migliora l'umore, debella la malinconia, dona coraggio e amore per la vita.. e poi il colore dei fiori è il blu, colore importante che agisce ad alti livelli energetici, lavora sulla comunicazione e sulla chiara espressione di sé.
I fiorellini blu della borragine sono principalmente ricchi di estrogeni che attivano gli enzimi che presiedono alla rigenerazione delle cellule della pelle, mantenendo la cute idratata e sempre giovane. Invece, la maggior concentrazione di sostanze benefiche è nei semi, da cui si estrae il famoso olio di borragine che è ricco di ormoni vegetali e di Omega 6, che modulano la risposta infiammatoria dell’organismo, inoltre contrasta le macchie che compaiono sulla pelle con l’avanzare dell’età.
L’utilizzo in cucina di questa pianta è contestato perché i fiori e le foglie di borragine contengono, alcaloidi pirrolizidinici, sostanze con un certo grado di tossicità per il fegato. È consigliabile consumare la borragine dopo averla cotta. Al tempo stesso è una pianta preziosa e utile in caso di acne, eczemi e dermatiti atopiche. C’è chi la usa in infusi e i decotti caldi perché è una pianta ricca di potassio, diuretica, disintossicante, depurante, emolliente, espettorante e sudorifera. L'infuso di foglie per fare i gargarismi è un famoso rimedio della nonna contro le infiammazioni del cavo orale.
Vi consiglio di frullare una manciata di fiori freschi di borragine in un bicchiere generoso di acqua fresca, e se vi va, aggiungete un cucchiaino di miele, otterrete una preziosa dolce bevanda ricca di fitoestrogeni, una mano santa per tutto ciò che riguarda il femminile. La funzione degli estrogeni è quella di attivare gli enzimi che presiedono al rinnovo delle cellule della pelle, mantenendola idratata e giovane, equilibrandone la naturale pellicola idratante. Gli estrogeni che sono naturalmente presenti nel nostro organismo, dai 30 anni in poi non li produciamo più a livelli ottimali, e quindi questa pianta è preziosa e utile.
Si dice che l’utilizzo della borragine sia da evitare durante la gravidanza e l’allattamento, ma anche in caso si soffra di problemi al fegato o di una specifica sensibilità alla pianta. Inoltre l’utilizzo per via interna dell’olio è sconsigliato se si assumono farmaci anticoagulanti. In ogni caso io credo che con ogni cosa e a maggior ragione quando si tratta di erbe, occorre utilizzare il buon senso e la giusta misura.

Ecco qui la mia ricetta del Risotto primaverile alla borragine:

Cuocete un buon riso integrale in proporzione 1:2 tra riso e acqua, mondate un’abbondante manciata di giovani foglie di borragine e sminuzzatele velocemente perché non si ossidino, unitele al risotto verso fine cottura, e condite con olio, sale e una grattuggiatina di scorza di arancia. 
Impiattate e impreziosite coi fiorellini blu a stella. Questo piatto rafforza il cuore e dona maestria al fegato, ovvero ci rende felici! Vi consiglio di provare questo sapore, è unico e prezioso. Buon appetito! Piatto pulito !!



Sperimentate sempre e abbiate cura di voi che siete l’ingrediente principale della grande ricetta che è la Vita!
Beatrice Calia 

venerdì 17 marzo 2017

Gustosità di Neria - POLPETTINE di FORMAGGIO MARZOLINO & PISELLI


Voglia di primizie, voglia di primavera. Ecco arrivati i primi piselli freschissimi, da sgranare, croccanti e dolci; abbinati a piccole e deliziose polpettine preparate con il formaggio Marzolino, la caciotta Toscana che in questo periodo è davvero buonissima, si ottiene un piatto originale e saporito…da provare.

La ricetta  delle POLPETTINE di FORMAGGIO MARZOLINO & PISELLI



Ingredienti per 25 polpettine 200 gr di Marzolino, 100 gr di parmigiano grattugiato, 1 uovo, 1 manciata di prezzemolo, 50 gr di pane grattugiato, 1 limone non trattato, 200 gr di piselli freschi sgranati, 1 porro, olio extravergine di oliva, sale, pepe

Affettare e frullare il formaggio con l'uovo e il parmigiano grattugiato; tritare finemente il prezzemolo ed aggiungerlo al composto di formaggio, salare e pepare a piacere. 
Formare delle polpettine grosse come una noce e passarle nel pangrattato. 


Rosolare 4 fettine di limone naturale non trattato in una padella con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e fare dorare, a fuoco dolce, le polpettine. 
Riporle in una piatto e nella stessa padella rosolare il porro tritato finemente con un filo di olio.





Aggiungere i piselli freschi e cuocerli per una decina di minuti a fuoco moderato; aggiustare di sale e se necessario aggiungere mezzo bicchiere di acqua.
Quando i piselli saranno cotti aggiungere le polpettine precedentemente rosolate, mescolare velocemente

Servire le POLPETTINE di FORMAGGIO MARZOLINO & PISELLI caldissime con un calice di Notte Rossa Verdeca di Puglia Igp, vino bianco ottenuto dal vitigno autoctono della Puglia che deve il suo nome al colore verdolino degli acini. Questo gradevole vino ha un brillante colore giallo paglierino con delicati riflessi verdolini; al naso si percepiscono nettamente profumi di fiori bianchi e sentori di mela cotogna. Al palato è fresco, sapido con note minerali , persistente, equilibrato. Questo vino si abbina piacevolmente alla cucina di pesce, ai formaggi ed ai primi piatti delicati anche con note speziate ed aromatiche.

Temperatura di servizio 10 - 12 gradi.

Buon lavoro e buon appetito! Neria Rondelli





martedì 14 marzo 2017

StoneLab Design: la passione per il marmo si trasforma in oggetti di design per la casa.

HANNAH - portafrutta frutta - verdura - Nikoboi ph
Amo il marmo, le sue venature, la delicatezza delle colorazioni e la sua particolare lucentezza che lo rendono una delle pietre più pregiate. E StoneLab Design, azienda di Castelmaggiore (BO), attraverso la sua abilità artigianale, è riuscita a modellare la pietra naturale facendola diventare oggetto di design e di gran pregio.
Di grande impatto è senza dubbio lo Champagne Bucket che permette di poter mantenere fresche le bottiglie di vino più a lungo delle normali glacette. In effetti, questa caratteristica non è da sottovalutare, e se abbiniamo la bellezza del prodotto, direi che è un articolo non solo per bar o enoteche, ma anche a casa può diventare un oggetto d’arredo. E pensare che hanno pensato di realizzare anche dei bicchieri: mi ha sbalordito quanto sottile, ma resistente, possa essere il marmo.
Durante una cena tra amici, ho avuto il piacere di essere servita anche all’interno di un piatto StoneLab Design. 
Portafiori LA PLACE - Nikoboi ph
Segno che anche la ristorazione sta cercando prodotti unici per differenziarsi dall’offerta. Aggiungo che l’eleganza portata in tavola con il piatto, è stata arricchita dal raffinato portafiori al centrotavola. Guardandolo con attenzione ho colto il concetto che il designer Dario Martinelli ha voluto trasmettere incapsulando questo fluido marmoreo in una struttura metallica che lo contiene: la sua forma rigorosa (che ricorda il blocco intero del marmo da cui è stato ricavato) ne esalta la bellezza evidenziandone la sinuosità.
In genere, il marmo, è in particolar modo impiegato all'interno di ambienti sofisticati ed eleganti, in locali di rappresentanza pubblici e privati. 
Oggi, grazie all’abilità dei maestri artigiani, è possibile portarlo sulle nostre tavole ogni giorno. 
Io ho già pensato di acquistare una saliera e una pepiera e anche il portafrutta nel quale vengono creati due contenitori: il primo permette di contenere frutta o verdura; capovolgendo l’oggetto compare un secondo contenitore meno profondo che ha la possibilità di contenere dolci o confetti. Utile e ingegnoso.

Gino Fabbri - Nikoboi ph
Massimiliano Mascia - Nikoboi ph


Curiosando in rete ho sfogliato il catalogo e ho ritrovato tra i protagonisti, oltre allo Chef bistellato
Massimiliano Mascia del San Domenico di Imola che ha presentato sul piatto JO lo storico “Uovo in Raviolo San Domenico”, anche Gino Fabbri, campione del mondo a Lione, che ha utilizzato i vassoi per esibire le sue squisite brioches. 
Ho scoperto anche che tutta la linea di produzione è curata nei dettagli in ogni fase di lavorazione, sia nel taglio della pietra attraverso le macchine, sia dove è richiesta professionalità artigianale. Massima cura, quindi, ad ogni fase di lavorazione, dalla scelta del materiale fino alla realizzazione del prodotto finito che credo debba essere premiata oggigiorno: una voglia di riscoprire e rivalutare un lavoro artigianale proponendosi a un pubblico sia di professionisti che generico. StoneLab Design plasma il materiale grezzo partendo dai progetti dei propri designer creando prodotti esclusivi in Marmo, Onice, Pietra e Travertino e sono interamente disegnati e realizzati in Italia e personalizzabili.
Credo proprio che andrò a vedere lo Showroom e mi farò trasportare da questo entusiasmante progetto. Anna Serini

SHOWROOM presso MARTELLI MARMI via Chiesa n. 67 Castel Maggiore – BOLOGNA