lunedì 22 maggio 2017

Il Prato nel Piatto - Il SAMBUCO



Prezioso sambuco 
Ogni volta che si parla del sambuco, qualcuno salta su dicendo che però bisogna stare attenti a non confondersi.. .e tutte le volte io mi stupisco, come si fa a confondere il sambuco con l'ebbio? 

Provo a raccontarvi come vedo io le due piante. Il Sambuco può essere un piccolo arbusto o un albero che può raggiungere anche dimensioni molto grandi, forte, legnoso ma flessibile, molto ramificato già alla base. Lo caratterizza il colore della sua corteccia, grigio-bruna picchiettata da tante piccole lentiggini rialzate. L’Ebbio è una pianta erbacea con fusto centrale verde e dritto, slanciato verso l’alto, non molto alta, non è ramificata e si capisce benissimo che non è un alberello! L’ebbio cresce sempre in grandissima compagnia, mi capita di vederne spesso ampie distese, tanti ebbi sull’attenti con le loro foglie appuntite.. Durante la fioritura il Sambuco sviluppa grossi ombrelli bianchi che contengono tante diverse infiorescenze raggruppate insieme, ombrelli disseminati in tanti punti della pianta in maniera casuale, ma ordinata, una fioritura sorprendentemente intensa e generosissima, pare la rappresentazione della ricchezza tanto son fitti questi fiori dal bellissimo colore bianco, e secondo me è un piacere stare a guardarlo e godere del suo profumo soave e rassicurante; l’ebbio invece ha solo una o al max 3 infiorescenze rivolte al cielo nella parte superiore della pianta, puzzetta un po’, e spesso i suoi fiori lattiginosi all’ interno hanno dei dettagli violetti. Guardandolo si capisce che l'ebbio è tossico, prestate attenzione, è praticamente impossibile sbagliarsi!!
Penso che il Sambuco sia una pianta meravigliosa, e quando è in fiore è più facile essere sicuri del fatto che trattasi proprio di un sambuco, e allora organizzatevi per una raccolta copiosa, questo albero è molto generoso e ci può donare tanto bene, ma occorre trattarlo con gentilezza e rispetto. Quando incontro gli incantevoli alberi di sambuco carichi di “padelle” composte da una miriade di piccoli fiori stellati profumatissimi, il mio cuore si riempie di gioia. Questa pianta fiorisce da aprile a giugno e durante la sua fioritura potete notarla facilmente perché quando i sambuchi decidono di fiorire, le rive e i boschi si riempiono di meravigliose macchie bianche. Quando ho l’onore di incontrarne un’esemplare, la sua presenza mi rasserena. Non stupitevi delle mie parole, quando passi buona parte della tua vita in compagnia del mondo vegetale diviene “normale” dar retta alle sensazione che ogni “creatura” suscita nel tuo animo. Gli antichi celti onoravano il sambuco come albero della guarigione usandolo nei riti per guarire i malati, era simbolo di rinascita e rinnovamento. La trovo una pianta fenomenale, i suoi fiori son quasi magici per la loro bellezza e per il profumo che inebria l’aria.
Oggi voglio raccontarvi come mi lascio aiutare da questa meravigliosa pianta. Utilizzo i suoi fiori per fare un profumatissimo sciroppo, dopo di che diverranno l’ingrediente principe della schiaccia dell’Erbana, e se ho avuto la fortuna di trovare una fioritura cospicua essiccherò qualche corolla da conservare, per poi utilizzarla come infuso antinfluenzale invernale, o per farcire golosissime crostate pere e sambuco o per rifare schiaccia e sciroppo se durante l’anno avrò desiderio di ripranzare in compagnia di questa meravigliosa pianta. Bene, mettiamoci all’opera!

Cercate un bell’albero carico di fiori e raccoglietene senza lasciar nuda la pianta.
Giunti a casa col vostro bottino di candidi fiori bianchi, immergete 12 infiorescenze in 1 litro d’acqua, possibilmente di sorgente, con 1 limone bio a pezzi, e fate macerare per 24 ore.
Filtrate, pesate il succo e unitelo allo zucchero (1: ½). 
Poi mettetelo sul fuoco e portate a bollore, lasciando sobbollire finchè non comincia ad addensare. 
Lo sciroppo è pronto da invasare. Custoditelo tra le conserve più preziose.
Si conserva a lungo, bevetelo diluito. Servite in belle caraffe accompagnato da fresche foglioline di menta o di erba di san Pietro. E’ una bevanda tipica del nord Europa, è un rimineralizzante che disseta. I fiori filtrati non andranno buttati, scartate i limoni, e utilizzate i fiori per impastare una bella schiaccia ai fiori di sambuco. Il polline del sambuco ha proprietà fermentative, quindi per impastarla occorre poco lievito. Queste ricette le potrete trovare descritte minuziosamente sul mio sito. Vi avverto, una volta assaggiato il sambuco non se ne potrà più fare a meno, è una pianta che incanta!
CURIOSITA’ - Tutte le parti della pianta sono fortemente velenose per la presenza di cianuro, fanno eccezione i fiori, usati per preparare sciroppi, frittelle o pani aromatizzati (Marradi è famosa per le sue schiacce) e le bacche mature, raccolte in autunno, dal sapore aspro e intenso che vengono utilizzate per fare conserve unite alla mela, o per aromatizzare liquori. 

Al sambuco gli si attribuiscono poteri magici capaci di proteggere dall’oscurità, ecco perché nell’antichità questo albero era sempre presente nei siti rurali o nei monasteri. Albero sacro da sempre, al quale vengono attribuiti gli epiteti più altisonanti: “Nostra Signora” o “Madre Sambuco” tra i celti, e “Albero di Holle” tra i germani. Quest’ultimo nome richiamava la leggenda nordica secondo cui una magnifica fanciulla dai capelli color dell’oro abitasse l’albero di sambuco. Ella amava questo albero soprattutto se cresceva vicino a sorgenti e fiumi, cascatelle e ruscelletti, in cui poteva bagnarsi come una ninfa dei boschi. 
La misteriosa fanciulla non era altri che Holda, la Regina delle Fate e Dea nordica, la quale poteva apparire in queste vesti affascinanti, ma poteva anche mostrarsi nella guisa di una strega terribile, la splendente e luminosa Madre, ma anche Signora del regno sotterraneo. Naturalmente era vietato sradicare o tagliare la pianta, e bruciare la stessa avrebbe recato una grave offesa alla Dea che si sarebbe sì vendicata.. In Austria veniva chiamato “Farmacia degli Dei” e la tradizione contadina imponeva di inchinarsi 7 volte al cospetto di una pianta di sambuco in riconoscimento delle potenti virtù di cui può farci dono: fiori (depuranti), frutti (per raffreddori), foglie (per impacchi per la pelle), corteccia (intestino), radici (gotta), resina (lussazioni) e germogli (nevralgie), inoltre dal soffice legno dei giovani rami svuotati del midollo si ottenevano fischietti o flauti ai quali si attribuivano poteri magici capaci di proteggere da sortilegi e magie. Difatto il suo nome deriva dalla parola greca sambuché che sta ad indicare uno strumento musicale.


Bene, siam giunti alla fine, 
“ Stretta è la foglia, larga è la via,
dite la vostra che io ho detto la mia!!”
Così diceva la mia nonna Tecla,
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte, Beatrice Calia, l’Erbana.

domenica 21 maggio 2017

Sabato 27 maggio a Bologna Raffaella Isidori insegna come “riconciliarsi con internet”


Che il mondo viva e ruoti intorno ad internet, ormai è assodato tuttavia nonostante ci si “adegui” qualcuno ancora oggi ha qualche idiosinchesia con questo rapporto.
Ecco che qualcuno viene in nostro soccorso !
Parte da Bologna il tour de “The Skill Nursery”, Il Vivaio delle Competenze, con il primo seminario condotto da un' esperta in comunicazione: Raffaella Isidori.
Dopo il lancio ufficiale del progetto ad Orvieto lo scorso Aprile, Raffaella dedica a Bologna, con una giornata full immersion dedicata a chi "soffre" di Antipatia Digitale e vive la gestione della propria comunicazione online con "più disagio del dovuto”
Raffaella si occupa di design della comunicazione da quasi 30 anni e insegna Brand Design e Comunicazione di Marketing Integrata all’Accademia di Novara. Oltre a lavorare con clienti internazionali su progetti di branding e comunicazione, segue manager e imprenditori come coach creativo e come consulente.
"Il digitale è una lingua, — scrive Raffaella — e come con una lingua che ci è straniera, non "saperla in automatico" è assolutamente naturale. In fondo abbiamo fatto anni di scuola per imparare a leggere e scrivere correttamente la nostra madrelingua... quindi aspettarsi di "dover saper parlare digitale" senza alcuna formazione (come autodidatti o attraverso un'esperienza formativa) è ingenuo e crea aspettative impossibili da raggiungere ... e la conseguente, frustrante, delusione."




















È osservando queste dinamiche che Raffaella ha pensato di creare occasioni formative modellate proprio per i non-nativi digitali, per chi ha delle remore quando deve aprire un browser o interfacciarsi con il backend di FaceBook o di WordPress. Per chi vuole – magari deve – ma "non ci capisce" e sviluppa quella (nota) forma di Antipatia Digitale e con una modalità semplice e un approccio empatico (e simpatico) riesce sempre a trasferire le informazioni, a rendere i suoi clienti (e i suoi studenti) più consapevoli e a rendere la "lingua digitale" un po' meno antipatica ;)
Sabato 27 sarà una giornata dedicata a chi deve (o vuole) utilizzare Internet e i Social Media per il proprio lavoro ma che “soffre” di #AntipatiaDigitale. Una giornata di formazione vedere con più chiarezza e consapevolezza come comunicare e usare al meglio tutti gli strumenti a nostra disposizione.
Il corso ha un costo molto contenuto: 120€ per una giornata full immersion, e per chi si iscrive entro Martedì 23 Maggio, c’è l’opzione Early Bird, a 100€ - per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti: info@vivaiodellecompetenze.it
Il corso si terrà Fermo Immagine - Punto di documentazione, Sabato 27 Maggio, alle 9.15  In Via Faenza 2 a Bologna 

https://www.facebook.com/pg/VivaioDelleCompetenze/posts/



sabato 20 maggio 2017

Mario Lavezzi a Pietrasanta by Joanna Marioni



Mario Lavezzi, noto compositore e produttore discografico, è stato ospite della terza ed ultima serata di “Musica, Parole e due risate” condotta da Gene Gnocchi.


Il cantautore milanese, guidato dalla pungente e incalzante ironia di Gene ha ripercorso la sua carriera di autore, cantando i brani che portano la sua firma e resi celebri da alcune tra le più note voci del panorama musicale italiano: Fiorella Mannoia, Loredana Bertè, Anna Oxa, Fausto Leali, solo per citarne alcuni.


Ha raccontato la sua attività di produttore, con l’album “Immobile” di Alessandra Amoroso e “Più di te” di Ornella Vanoni e la recentissima collaborazione con Alexia.


Ha intrattenuto il pubblico con curiosi e piacevoli aneddoti, aprendosi con semplicità, schiettezza, simpatia e autoironia.


Una serata piacevole all’insegna della buona musica d’autore e della sagacia di Gene.


Si è conclusa dunque con Mario Lavezzi, la rassegna ideata e realizzata da Franca Dini, che al Teatro Comunale di Pietrasanta ha riscosso un grande successo.

Testo e foto di Joanna Marioni Ph

venerdì 19 maggio 2017

Gustosità di Neria: FARROTTO al TRIPLO POMODORO & MANDORLE 


Questa che ho preparato oggi è una pietanza gustosa a base di farro condita con una saporita salsina e arricchita da una dadolata di formaggio e granella di mandorle.
Il risultato ... Un primo piatto completo, molto leggero indicato per chi vuole rimanere in forma senza rinunciare a mangiare piatti gustosi.


La ricetta del FARROTTO al TRIPLO POMODORO & MANDORLE 


Ingredienti per 4 persone 250 gr di farro Pedron, 200 gr di pomodorini datterini, 1 tazza di salsa di pomodoro al basilico, 8 pomodori secchi, 10 foglie di basilico, 4 filetti di acciuga, 30 gr di mandorle, 100 gr di gruviera, sale, olio extravergine di oliva,


In una capiente pentola portare a bollore abbondante acqua salata e lessare il farro per 5 minuti, scolarlo e rimetterlo sul fuoco aggiungendo la salsa di pomodoro; continuare la cottura per altri 5 minuti a fuoco dolce mescolando delicatamente.
Condire il farro con un filo di olio e lasciarlo poi raffreddare in una ciotola. Tagliare a pezzetti i pomodorini datterini e condirli con un pizzico di sale ed un filo di olio.
Tritare grossolanamente le mandorle e tagliare a cubetti il formaggio.
Aggiungere al farro precedentemente lessato, i pomodorini conditi, le mandorle e il formaggio. Tritare anche il basilico, aggiungerlo al farro e mescolare.
 Creare ora una salsa con le acciughe, i pomodori secchi ammorbiditi, un filo di olio e qualche cucchiaiata di acqua. 
Frullare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una salsa cremosa e saporita;condire con questa il farro.




Servire il FARROTTO al TRIPLO POMODORO & MANDORLE con un filo di olio extravergine di oliva, ed una macinata di pepe a piacere. 
In abbinamento propongo un calice di San Severo Rosato Dop, L' Antica Cantina. Questo vino rosato è ottenuto da uve di Montepulciano vinificate in bianco. Ha un colore rosa con piccoli riflessi violacei e profumi sono delicati con sentori di frutta. Al palato è morbido ed equilibrato. Questo è un vino ottimo da accostare a tutte le pietanze e soprattutto ad antipasti leggeri. Temperatura di servizio 8- 10 gradi
Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli

giovedì 18 maggio 2017

BOLOGNA Città del Vino per una notte



Per una notte Bologna sarà ancora una volta la "città del vino" grazie alla quarta edizione di WINE CITY NIGHT 2017, la manifestazione, organizzata da AMO - Associazione Mescitori Organizzati, patrocinata dal Comune e da Confcommercio Ascom, che per una notte anima il centro storico alla moda dei biassanot... Dalle 19 alle 23.30 tredici locali offriranno un percorso eno-gastronomico per le vie della città con l'obiettivo di diffondere la cultura del buon bere, senza eccessi e del buon cibo.
In ogni locale ci sarà la possibilità di incontrare e approfondire la conoscenza delle cantine e dei loro artefici per un percorso che comprende il territorio italiano dal nord al sud.
L’associazione intende promuovere il patrimonio enologico e agroalimentare italiano, con particolare attenzione alle piccole realtà artigiane che si dedicano alla produzione biologica e biodinamica del vino, valorizzando i vitigni autoctoni.

Saranno presenti realtà grandi e piccole sempre all'insegna
della qualità e per l'edizione 2017 anche un ospite straniero ovvero l'UOU, consorzio di vignaioli sloveni il cui obiettivo è quello di salvare vigneti abbandonati e il patrimonio di storia e tradizione che essi rappresentano.

I locali aderenti sono:
ACCA’ VINERIA                
ALCE NERO BERBERE’          
CAMEO
CAMERA A SUD
CANTINA BENTIVOGLIO
ENOTECA ZAMPA
MILES
SARAVINO
SETTETAVOLI
TEMPESTA
VIA CON ME
VINERIA ALLE ERBE
VINERIA FAVALLI
 Tutte le info  su www.amo.bo.it   Livia Elena Laurentino

mercoledì 17 maggio 2017

In teatro BARBARI di e con Silvia Franco dal romanzo "Aspettando i barbari" di J.M. Cotzee

Max Persiani Ph
Emozionante, intensamente onirico,
provocatorio. 
Lo spettacolo BARBARI di Silvia Franco, che dirige sé stessa e i compagni di palcoscenico Andrea Carnevale e Fabrizio Pezzoni, non può lasciare indifferenti e profondamente toccati: è un viaggio sensoriale nell’evoluzione della specie, da animale con animo umano a uomo con comportamenti bestiali.
Ispirato dal romanzo “Aspettando i barbari” di J.M. Cotzee, l’azione prende forza dalla violenza del sopruso perpetrato da uomini sull’uomo, nell’errata convinzione che la società civile debba sempre prevalere su quella nomade e primitiva.
Nei tre quadri della rappresentazione i personaggi, perfettamente creati dagli interpreti, offrono meditazioni su come l’uomo nel tempo sia riuscito a perdere il senso della misura, spesso confondendo i ruoli di torturatore e vittima. E anche grazie alla danza, che permette di comunicare con più sensibilità le emozioni, lo spettacolo raggiunge il nostro intimo: un percorso sul senso del tragico che mette a nudo le pulsioni umane.
Nel finale ipnotico si racchiude tutta inadeguatezza della nostra vita nei corpi danneggiati dalla tortura, ma anche la speranza che l’esperienza produca una memoria e un ricordo utile a migliorarsi.
Un allestimento semplice, ma inteso, che ancora una volta trasforma il teatro in luogo di ricerca, riflessione, eleganza, libertà totale di espressione.
“Non serve gridare tanto nessuno ti sente” si dice, ma forse serve gridare proprio perché qualcuno possa sentire.
Andrea de Nisco regista teatrale

martedì 16 maggio 2017

Patti Smith l'essenza del rock nei clik di Joanna Marioni


Patti Smith, la sacerdotessa del rock, l’indiscussa rivoluzionaria della musica dagli anni '70 ad oggi, è stata in tour nei principali teatri italiani con Grateful, nome che richiama l’omonima canzone presente nel suo album Gung Ho del 2000.


Grateful è il sentimento scelto dalla cantante-poetessa, per esprimere gratitudine e riconoscenza verso chi da sempre, la ama, la segue e la sostiene.


Patti Smith, la leggenda vivente del rock, si è da sempre contraddistinta per essere un’artista poliedrica, coerente e idealista; la sua musica e i suoi testi sono pervasi da potenza, poesia e dirompente intensità.



L’artista ha fatto cantare, ballare e emozionare con la sua voce senza tempo interi teatri sold out.


Lo scorso 3 maggio al Teatro Regio di Parma le è stata conferita la laurea magistrale ad honorem in Lettere Classiche e Moderne e l’8 è stata inaugurata la mostra fotografica Higher Learning.
 Testo e foto di Joanna Marioni Ph

lunedì 15 maggio 2017

Il Prato nel Piatto - Il TIGLIO



Mamma Tiglio ci avvolge e ci calma
Il grande Tiglio è facile incontrarlo anche in città poiché dato che tollera molto bene l'inquinamento atmosferico viene utilizzato come alberazione stradale. Se prestate attenzione vi accorgerete che intorno a noi, su viali, strade, cortili, se ne incontrano specie diverse. Lo si riconosce facilmente per via della forma delle sue foglie, ma ne esistono di fattezze differenti. Pelosi, glabri, alti, tozzi, mozzi, scuri.. chissà che specie sono quelli che ora sono in fiore sotto casa mia? Tilia tomentosa , Tilia cordata, Tilia platyphyllos, Tilia intermedia, Tilia americana, non saprei.. però sono splendidi, e al mattino presto il loro profumo pervade la mia casa, ed è una grande gioia essere avvolta dai loro profumi, pare di essere cullata, amata, avvolta da una pozione magica che allieta il mio essere e disperde le pesantezze che vivo mio malgrado. Le sue foglie sono cuoriformi, tanti piccoli-grandi cuori svolazzanti di colore verde più o meno intenso, ci accompagnano nel quotidiano quando camminiamo sotto le loro fronde . In questi giorni, passeggiando e alzando gli occhi al cielo potete notare piccoli mazzetti di fiori, di colore bianco-giallastro, che emanano un gradevole profumo che comincia in maggio e si protrae a lungo. I suoi fiori sono attaccati ad un’aletta laterale che serve a farli svolazzare per favorire la disseminazione dei frutti che paiono tanti piccoli pisellini. Proprio da lei deriva il suo nome, dal greco ptilon «ala o penna leggera». Adoro questo albero meraviglioso.

I fiori, molto profumati, sono ricercati dalle api e danno un ottimo miele. La loro fragranza può anche essere gustata in cucina utilizzandoli per aromatizzare dolci o sciroppi. Le infiorescenze vanno raccolte all'inizio della fioritura e si raccolgono staccandoli dal ramo includendo tutto il grappolo, brattea compresa. Potete utilizzarle fresche o potete essiccarle per poterle adoperare durante l’anno. I fiori non vanno lavati, ma vanno scossi un po’ per allontanare insetti e impurità. Essiccate i grappoli interi, in essiccatore a 40° per circa 12 ore. Una volta pronti, si conservano in recipienti di vetro e al riparo dalla luce. Utili per fare degli infusi molto gradevoli da bere.

Il tiglio lo possiamo considerare uno dei più antichi rimedi conosciuti. In fitoterapia grazie alle proprietà ad azione sedativa e leggermente ipnotica delle sue foglie e dei suoi fiori, si rende adatto in caso di insonnia, nervosismo e raffreddori. Utilissimo in caso di ansia e stress, a parer mio lui ci cura già vivendo accanto a noi, se solo gli e lo permettiamo. Bere un infuso preparato con i suoi fiori consente di ottenere un naturale rilassamento, da cui si potrà trarre beneficio anche assunto sotto forma di miele. Se non avete tempo e voglia di prepararvi un infuso, disciogliete un cucchiaino di miele di tiglio in acqua calda e godete della sua dolcezza e del suo splendido profumo inebriante. Questo elisir favorisce l'eliminazione delle scorie e delle tossine attraverso la sudorazione, ha un effetto emolliente, espettoranti, sedativo e calmante. Potete utilizzarlo alla stregua della camomilla, in infuso freddo per alleviare il gonfiore e il rossore degli occhi, per alleviare le sofferenze causate dalle scottature, anche solari, o per distendere le rughe e lenire gli arrossamenti cutanei. Per queste sue meravigliose caratteristiche lo considero l’albero femminile per eccellenza, le sue qualità sono quelle di una madre amorevole. Con i bambini, per i suoi effetti sedativi e calmanti, il tiglio è fenomenale. Quando faccio didattica ho sempre con me il mio vasetto di fiori essiccati, funziona da calmante, provare per credere!!   


I fiori non sono l’unica parte commestibile 

del Tiglio, quando arriva la primavera alla base del suo tronco si sviluppano numerosi polloni che io adoro mangiare. 
Quelle foglioline verde clorofilla, piccole, tenere, dolci, sono golosissime unite all’insalata, per arricchire minestre, farcire panini o per preparare gustose torte salate. Le proprietà benefiche delle sue giovani foglie possono essere utilizzate tutto l’anno grazie alla preparazione della farina di foglie di tiglio essiccate e polverizzate.

In passato poi, i fiori uniti alla linfa, venivano utilizzati per fabbricare zucchero e farne cioccolato.

Il tiglio con la sua dolcezza ci libera da molti tormenti, sia fisici, sia psicologici. Sembra che sia d’aiuto in caso di eiaculazione precoce, se dovuta all’ansia da prestazione che genera stress, proprio come madama melissa che, oltre ad essere un ottimo sedativo e una superba pozione per il buon umore, caccia tutti i malesseri figli dello stress. Questo dolce rimedio ha l’unica controindicazione di non volere essere associato all’iperico.


Il tiglio non è solo famoso per le sue innumerevoli proprietà terapeutiche, ma da lungo tempo viene utilizzato per gli scopi più disparati. Il suo legno bianco-rosato viene adoperato per la fabbricazione di mobili, tasti di pianoforte, matite, fiammiferi, paste da carta, e con le fibre della sua corteccia si fanno stuoie, cestini, carta e corde. I semi contengono un olio che ha il sapore e l'aspetto simili a quello dell'olio di oliva e le sue foglie vengono utilizzate per alimentare il bestiame. Dalla corteccia lasciata a macerare nell’acqua, attraverso una tecnica di separazione detta “stigliatura”, si ricava una fibra tessile molto resistente, operazione usata anche con lino e canapa. Da questa pianta è nato l'aggettivo tiglioso per indicare qualcosa di duro e tenace. Di lui tanto è stato detto e scritto, lo troviamo descritto nelle gesta del Sigfrido, nelle metamorfosi di Ovidio, in numerosissimi miti e leggende, e in Scandinavia è l’albero che cura. Considerato sacro nelle antiche culture germaniche data la sua possibilità di arrivare fino a mille anni d'età, hanno fatto assumere al tiglio il simbolo della longevità.

Inoltre è considerato "albero del giudizio" perché sotto di lui si tenevano i processi, era opinione diffusa che sotto ai suoi rami non si potesse mentire, e che la sua dolcezza avrebbe mitigato le sentenze troppo severe. Oppure "albero del ballo" perché sotto le sue fronde si tenevano danze di buon augurio durante le principali feste dell'anno. Il Tiglio può essere considerato una grande Madre amorevole protettrice, e a me basta guardarlo per sentire il mio cuore riempirsi di gioia. Son felice di incontrarne spesso un esemplare, a parte il dispiacere di vederlo capitozzato in maniera barbara e brutale quando passano giardinieri senza cuore. Grazie tiglio!!

CURIOSITA' – in Italia ci sono tigli ultrasecolari come quello del cimitero di Macugnaga (località montana in provincia Verbano Cusio Ossola, Regione Piemonte) che si ritiene messo a dimora nel 1200 con una circonferenza di base di sette metri e quello di S. Orso in Aosta presente dal 1500.

Ps. Questo giro non vi scrivo una ricetta specifica, ma ci chiedo di leggere questo mio articolo e di trarne gli spunti che meglio credete per adoperarlo nel vostro quotidiano. Buona sperimentazione culinaria!



Bene, siam giunti alla fine,   “stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia!” 
Così diceva la mia nonna Tecla, mia maestra d’erbe e di Vita. Vi abbraccio forte
 Beatrice Calia, l’Erbana.

domenica 14 maggio 2017

KISS il grande rock a Bologna


KISS a Bologna per la seconda e ultima data italiana, del tour europeo iniziato a Mosca il primo maggio e che si concluderà a Londra all 02 Arena il prossimo 31 maggio.
La band americana che ha vinto più dischi d’oro di tutti i tempi, nella storia della musica rock, oltre agli impegni musicali, si dedica alla loro catena di ristoranti Rock & Brews
Loro stessi definiscono Rock & Brews “un posto per tutta la famiglia dove non c’è bisogno di rinunciare alla qualità. Nei nostri ristoranti si mangia bene, ci si diverte con gli amici, si possono scegliere fra oltre 80 birre artigianali e il tutto ascoltando musica rock di qualità».
Paul Stanley, Gene Simmons, Eric Singer e Tommy Thayer hanno stupito gli USA durante l’estate 2016 con un tour SOLD OUT nei palazzetti. Hanno poi ascoltato le preghiere dei fan europei e sono pronti a tornare nel vecchio continente dopo la serie di SOLD OUT in festival e palazzetti del 2015.
L’annuncio arriva a breve distanza dalla conclusione della sesta KISS KRUISE, ovviamente sold out. La KISS KRUISE Creatures of The Deep ha visto la KISS Army navigare da Miami a Cozumel e Grand Cayman per sei giorni di delirio in puro stile KISS dal 4 al 9 novembre 2016. E la KISS KRUISE VII è prevista per il 2017…
I KISS sono una delle band rock’n’roll più emblematiche e influenti di tutti i tempi. La band ha all’attivo 44 album e ha venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo. Band di performer consumati, la carriera illustre del quartetto è segnata da tour globali che hanno battuto ogni record. I concerti europei dei KISS nel 2017 sono davvero imperdibili.
Circondati dal rispetto dei loro colleghi, lo scorso anno i KISS hanno ricevuto l’importante ASCAP Founders Award. Oltre 40 anni di tour globali oltre ogni record hanno portato i KISS dai loro fan. Inoltre, una volta l’anno la KISS Army si trasforma in KISS Navy: i fan arrivano da tutto il mondo per imbarcarsi sulla KISS Kruise.
Nel 2014 i KISS hanno fatto squadra con la Warner Brothers per la pellicola “ScoobyDoo and KISS: Rock And Roll Mystery”. Altre apparizioni di alto profilo includono il Super Bowl, le Olimpiadi Invernali, il concerto Rockin’ The Corps, un accordo con FOX per l’apparizione dei KISS in vari episodi dei Griffin, oltre a due performance come ospiti d’onore durante le finali di American Idol.
I KISS sono stati immortalati in grandi campagne pubblicitari ad opera di John Varvatos, Google Play e Hello Kitty; sono anche comparsi in uno spot di Dr. Pepper durante il Super Bowl per presentare il loro tour The Hottest Show On Earth. I fondatori Paul Stanley e Gene Simmons hanno addirittura fatto il loro ingresso nel mondo della cucina aprendo una catena di ristoranti chiamata Rock & Brews.
I KISS sono legati a numerose associazioni di veterani quali Vet Tix, The Wounded Warriors Project, The USO, il programma della Camera di Commercio americana “Hiring Our Heroes”, The Legacy Organization in Australia, Help For Heroes United Kingdom e The Dr. Pepper Snapple Groups Wounded Warriors Support Foundation. 

Posto unico parterre in piedi: € 65,00 + prev. Tribuna Sud numerata: € 90,00 + prev.
Gradinata numerata Est e Ovest (alta e bassa): € 75,00 + prev.
Ticketone www.ticketone.it
Punti vendita Vivaticket (lista su www.vivaticket.it)
la Redazione

sabato 13 maggio 2017

Indica Sativa Trade, a Bologna la fiera internazionale dedicata a una pianta dai mille usi


E' in corso a Bologna la tre giorni dedicata alla canapa, una delle piante più versatili del mondo, nell'area dell'Unipol Arena.
I dati della Coldiretti confermano che negli ultimi tre anni si è registrato un aumento del 200 per cento dei terreni coltivati, dovuto al fatto che è diventata una materia sempre più utilizzata: nel 2016 in Italia gli ettari di terreno coltivati a canapa erano circa 3.000, oltre a 286 canapai e grow shop. In Emilia-Romagna di queste realtà commerciali se ne contano 32 (è seconda solo alla Lombardia) con un giro d’affari di circa 210 mila euro al mese e 2,5 milioni l’anno: “Un negozietto può fatturare fino a 5.000 euro al mese - spiega Luca Marola, portavoce del Coordinamento nazionale dei grow shop e titolare di Qui Canapa di Bologna - ma esistono anche franchising capaci di arrivare a 40 mila euro”. In regione sono 400 gli ettari di terreno coltivati per la canapa industriale, principalmente nelle province di Modena e Piacenza. L’evento - giunto alla sua quinta edizione, la terza a Bologna - ospita più di 100 aziende, metà delle quali straniere, provenienti soprattutto da Spagna e Olanda, ma anche da Francia, Gran Bretagna, Slovenia. Tra i diversi stand si possono conoscere le più recenti novità riguardanti le attrezzature e le tecnologie per la coltivazione (biologica, convenzionale, idroponica), i produttori dei concimi organici e minerali, le aziende che selezionano e producono semi e quelle del settore alimentare, della cosmetica e del benessere, dell'abbigliamento e dei prodotti per l'edilizia. Sabato alle 16.00, presso la sala conferenze di Unipol Arena di terrà un importante dibattito Legalizzazione: incontro con i rappresentanti dell’intergruppo : a questo evento sulla nuova proposta di legge in materia di droghe leggere partecipano parlamentari ed esponenti politici impegnati a sostenerla. L’opzione antiproibizionista sulla marijuana non è più solo un’idea, ma è diventata una concreta strategia di governo, con effetti positivi sul piano sociale, sanitario e del contrasto alle organizzazioni criminali e con una dimostrabile efficienza sul piano fiscale. Per questa ragione è stato costituito un intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati, capace di rivolgersi insieme ad opinione pubblica e forze politiche e di lavorare a una proposta comune. All’inconto intervengono: il senatore Benedetto Della Vedova, l’onorevole Beatrice Brignone, Rita Bernardini dei Radicali Italiani, l’onorevole Vittorio Ferraresi, l’onorevole Daniele Farina, il senatore Alberto Airola e l’onorevole Adriano Zaccagnini.
Domenica 14 maggio alle 14.00 è la volta della presentazione del libro “Canapa Medica” (ed. Macrolibrarsi) di Fabrizio Dentini, un’inchiesta giornalistica sulla drammatica situazione dei pazienti costretti a strategie di resistenza per garantire il proprio diritto alla salute. Il libro raccoglie racconti di tanta gente comune che per motivi di salute si è imbattuta nella canapa ed ha imparato a riconoscerla come preziosa alleata nel percorso che ogni malato compie per rendere la propria vita il più possibile simile alla vita dei sani. Immancabili gli appuntamenti musicali, rigorosamente reggae. Sono previsti due dj-set al giorno e quello di sabato 13 maggio è sicuramente il più atteso: alle 17 salgono in consolle Mama Marjas e Francisca insieme a Don Ciccio. Per i più piccoli, poi, è presente un’area bimbi attrezzata con giochi e sorvegliata da animatori. La Redazione 

venerdì 12 maggio 2017

Gustosità di Neria - CIOTOLINE  al CIOCCOLATO & CREMA di MASCARPONE


Questo che ho preparato è un dolce modo di servire una semplice crema al mascarpone. Ho preparato delle piccole ciotoline di biscotto, molto facili da fare, e il dolce è presto fatto…. carino alla vista, goloso al palato… piacerà proprio a tutti, grandi e piccini.

La ricetta  delle CIOTOLINE al CIOCCOLATO & CREMA di MASCARPONE 



Ingredienti per 6 ciotoline 200 gr di frollini al cacao, 100 gr di burro, 150 gr di mascarpone, 1 vasetto di panna fresca, 120 gr di zucchero a velo, 1 tazzina di caffè freddo, 
cacao amaro in polvere, fragole, mirtilli, foglioline di menta




Frullare nel mixer i biscotti spezzettati e mescolarli con il burro fuso a bagnomaria fino ad
ottenere un composto morbido e omogeneo. Foderare 6 stampini a bordi alti con pellicola; suddividere l'impasto di biscotti e formare uno stato di circa 1, 5 cm cercando di farlo aderire bene alle pareti dello stampo.
Riporre in frigorifero per almeno un paio di ore.
Lavorare il mascarpone con lo zucchero a velo poi incorporare il caffè freddo.
Montare la panna ed aggiungerla alla crema di mascarpone, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.
Coprire con una pellicola e tenere la crema al mascarpone in frigorifero fino al momento di servire.
Sformare delicatamente le ciotoline di biscotto e riempirle con la crema di mascarpone; spolverizzare con il cacao e decorare a piacere con fragole, mirtilli e la menta.







Gustare questa dolce delizia con un piccolo calice, possibilmente a tulipano per esaltarne i profumi e il gusto, di Stil Novo Albana Passito Docg Terre della Pieve Bertinoro (FC). Questo dolce vino alla vista ha un colore oro deciso, brillante e rilucente, all'olfatto emana profumi d'acacia e gelsomino, di albicocche e pesche gialle disidratate mescolate a vaniglia e cannella; persistente ed equilibrato è il compagno ideale per pasticceria secca ma anche per dolci al cucchiaio e formaggi erborinati.
È un vino perfetto da meditazione. Temperatura di servizio 12 gradi.
Buon lavoro e buon appetito! Neria Rondelli