martedì 20 febbraio 2018

PEPPE SERVILLO - Click di JOANNA MARIONI


Beppe Servillo in coppia con Enzo Avitabile, è stato uno dei protagonisti della 68° edizione del festival di Sanremo.


Vincitore con gli Avion Travel, nel 2000, con il brano Sentimento, è tornato dopo 18 anni sul prestigioso palco con Il coraggio di ogni giorno,  un grido di speranza e di rivalsa della periferia napoletana, un inno alla vita che esprime l’amore e il rispetto per le differenze.


Dopo l’esperienza sanremese, Servillo è ora in tour con Musica e parole, concerto - omaggio a Lucio Battisti che lo scorso 16 febbraio ha fatto tappa al Teatro Civico di La Spezia.
Si tratta di una raffinata e creativa rivisitazione in chiave jazz dell’universo poetico di Lucio Battisti, 20 brani magistralmente arrangiati da Javier Girotto che attingono dal repertorio storico con i testi di Mogol e da quello condiviso con Pasquale Panella.


Dopo l’omaggio a Modugno e a Celentano, Servillo prosegue così il suo viaggio suggestivo ed evocativo nel mondo della reinterpretazione dei più grandi nomi della musica italiana, approdando a quello che lui definisce “l’autore più intimo, lirico e personale”: Lucio Battisti.
Servillo è accompagnato in questa avventura dal talento di grandi nomi del jazz: Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Mattia Barbieri (batteria), Furio di Castri (contrabbasso) e Rita Marcotulli (pianoforte).


L'incastro perfetto tra il genio teatrale di Peppe, il suo spiazzante linguaggio dell’improvvisazione, l’inconfondibile mimica e gestualità, l’ originalità della sua particolare vocalità (così lontana da quella di Battisti) con i virtuosismi e i ritmi avvolgenti del Jazz hanno lasciato gli spettatori piacevolmente sorpresi e soddisfatti.
Una serata intensa all’insegna della musica d’ autore e delle emozioni. 
Testo e foto by Joanna Marioni

lunedì 19 febbraio 2018

Il Prato nel Piatto - La STELLARIA



 La Stellaria, il cielo in terra  (seconda parte)

Continuiamo il nostro racconto sulla Stellaria, pianta spontanea nota anche come Centocchio.
Quest’ anno, quando andrà in frutto, voglio provare a cogliere i suoi fruttucini racchiusi in piccole capsule ovali, ho letto che un tempo, ridotti in farina, uniti ad altri semi come quelli dell’Amaranthus r. e della Portulaca, si utilizzavano per arricchire e addensare zuppe o minestre. In un anno una pianta può produrre anche diecimila semi, e ciò spiega la sua larga diffusione. Raccoglierne i semi è un lavorone, e vanno raccolti scuotendo le piante secche che lasceranno così andare i loro molteplici semi dalle capsule. I suoi semi sono ottimi leggermente tostati e utilizzati come condimento per insalate o sui pani, o sulle torte salate. Ricordatevi sempre che questa “apparentemente innocua” pianta, possiede una buona dose di saponine che per il loro effetto piuttosto violento/forte potrebbe irritare persone particolarmente sensibili, quindi mangiatela e proponetela al prossimo con parsimonia. Per cominciare a fare amicizia con lei e con il suo sapore piuttosto selvatico, erboso, provate le parti apicali aggiunte in una ricca misticanza cruda, le cimette giovani cresciute all’ombra sono molto più tenere delle cime fiorite, provatela con la rucola, o con l’amara cicoria o con il caparbio tarassaco. Nel tagliarla tenete conto della buona elasticità delle sue fibre vegetali interne, e saggiatela cotta insieme ad altre piante per preparare una zuppa o come ripieno di torte salate o tortelli. È un’erba delicata che abbisogna di una leggera scottata di max 5.




Ricettina: PESTO al CENTOCCHIO. Mettere nel mixer una manciata di mandorle, una tazza di puntarelle di Centocchio, uno spicchio di aglio (facoltativo), un limone spremuto, uno zester di buccia di limone, sale dolce di Cervia e un giro di buon olio Evo. Tritare finemente e utilizzare questo pesto cremoso per condire una pasta, un cereale, o spalmato su una buona fetta di pane spolverati di gomasio.

IMPORTANTISSIMO: il Centocchio può essere confuso con l’Anagallis arvensis, pianta tossica detta Mordigallina. I fiori delle due piante sono molto diversi tra loro, la mordigallina fa fiori di colore arancio o azzurro, mentre il Centocchio fa fiori bianchissimi a 5 petali con 10 punte. Se la pianta non è in fiore, osservate la pagina inferiore delle foglie e i fusticini della pianta. L’Anagallis sotto le foglie presenta puntini violacei, messaggio chiaro e inconfondibile; per quanto riguarda i fusticini, quelli del Centocchio sono rotondi e possiedono una fila di peletti su un lato, mentre quello dell’anagallis è quadrangolare e glabro. Quando non si è pratici usate 10 occhi anziché due!

Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,    
larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte dall’Erbana, una selvatica in cucina.

sabato 17 febbraio 2018

THE GIORNALISTI - Click by JOANNA MARIONI



Tornano live i The giornalisti, la band romana fenomeno rivelazione del pop italiano, capitanata da Tommaso Paradiso.


Tommaso accompagnato da Marco Antonio Musella e Marco Primavera, ha trovato nella semplicità la chiave per il successo; sensibile, schivo, romantico ma al contempo aperto e allegro, con i suoi occhiali da sole dai quali si separa di rado, cattura letteralmente il pubblico; durante i live non si risparmia e arriva diretto al cuore dei suoi fans che lo apprezzano per il suo modo sincero di essere e di proporsi, talvolta radical chic.


I The giornalisti sono maestri nell’accostare leggerezza e serietà senza eccedere in nessuna delle due, apparentemente scanzonati, propongono storie di vita in cui il tema dell’amore fa da trade d’union, il tutto affrontato con la maturità artistica e la consapevolezza di un percorso lungo e duro iniziato nel salotto di casa allestito a studio e dei primi due dischi autoprodotti.


Tommaso Paradiso ha recentemente partecipato come ospite alla 68’ edizione del Festival di Sanremo dove ha dettato con Gianni Morandi in “Una vita che ti sogno”, brano di cui è autore e che è contenuto in “D’amore d’autore”, l’ ultimo lavoro discografico di Morandi uscito lo scorso novembre.

Dopo il grandissimo successo riscosso la scorsa estate con il tour “Completamente sold out” che ha registrato record di presenze in tutte le date e il triplo platino per il singolo “Riccione”,  e il Premio Lunezia, sono state appena annunciate ufficialmente le date del nuovo tour, il “Love tour 2018” che li vedrà esibirsi il prossimo autunno in giro per l’Italia nei più grandi palasport di tutta Italia cominciando il 21 ottobre 2018 da Torino al PalaAlpitour. Testo e foto di Joanna Marioni

venerdì 16 febbraio 2018

Gustosità di NERIA - SPAGHETTONI al TORCHIO & PESTO DI NOCI al PROFUMO di SALVIA




La Ricetta degli SPAGHETTONI al TORCHIO & PESTO DI NOCI al PROFUMO di SALVIA



Ingredienti per 4 persone : 400 gr di pasta fresca lunga tipo bigoli, 100 gr di noci, 80 gr di parmigiano grattugiato, 20 gr di mandorle, qualche fogliolina di salvia, 1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva, 1 pizzico di sale






Sgusciare le noci e riunire i gherigli in un mortaio ( si può utilizzare anche il mixer), aggiungere le mandorle, precedentemente abbrustolite in una padella antiaderente per esaltarne il sapore, e le foglioline di salvia lavate ed asciugate. Iniziare a lavorare questi ingredienti con il pestello del mortaio poi aggiungere gradatamente l'olio extravergine di oliva. Infine unire anche il parmigiano grattugiato e lavorarlo insieme agli altri ingredienti. In abbondante acqua salata cuocere al dente gli spaghettoni e condirli poi con salsa preparata mantecando la pasta con qualche cucchiaio di acqua di cottura. 








Un calice di elegante e profumato AT Friulano Biologico Azienda Aquila Della Torre, Colli Orientali del Friuli Doc sarà perfetto con i miei SPAGHETTONI al TORCHIO & PESTO DI NOCI al PROFUMO di SALVIA . I profumi di fiori di campo, di pesca bianca, di ananas e agrumi, la freschezza , la sapidità e il leggero retrogusto di mandorla amara ne esalteranno il sapore, completandosi. Questo vino sarà perfetto anche con pesce, carni bianche, frittate alle erbe e formaggi semistagionati. Temperatura di servizio 10 - 12 gradi.
Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli

mercoledì 14 febbraio 2018

Keith Haring ispira giovani creatori: l' esposizione da Doria 1905 a Bologna


In occasione di Party of Life la mostra dedicata a Keith Haring, nel sessantesimo anno dalla sua nascita, e attualmente in corso alla Pinacoteca di Bologna, è nata una collaborazione con la boutique Doria 1905 che  da oggi, festa degli innamorati, ha allestito le proprie vetrine per per celebrare vetrine il compleanno dell’artista newyorkese, 16 febbraio, con i cappelli appositamente dipinti.
Le creazioni ispirate all’opera di Haring sono state realizzate dagli studenti del Dipartimento di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti ai quali l’azienda salentina ha affidato cappelli in cotone.



“HEART DROPS” è il nome di questa limited edition ispirata ai cuori ed ad altre figure simboliche, come le teste di cane, animale simbolo del 2018 per il mondo cinese che festeggerà il Capodanno proprio il 16 febbraio. Ventiquattro teste di cane in stile Haring, realizzate in cartapesta agli studenti del Liceo Artistico Arcangeli di Bologna, arricchiranno l’esposizione nella cappelleria Doria.
Laura Neve 

martedì 13 febbraio 2018

GORAN BREGOVIC - Click by JOANNA MARIONI


Sold out per Goran Bregovic al Teatro Obihall di Firenze lo scorso 5 febbraio.
Uno show intenso sia dal punto di vista emotivo sia per l’energia contagiosa che da sempre contraddistingue i suoi live.


Nel nuovo tour l’artista di Sarajevo è accompagnato da un’orchestra di 18 elementi: una band gitana di fiati, due voci femminili bulgare, un sestetto di voci maschili e un quartetto d’archi; e presenta accanto ai suoi grandi successi, il nuovo lavoro discografico Three letters from Sarajevo, un disco forte, intenso, incentrato sul tema della diversità, la storia di una grande città con le sua complessità ed eterogeneità di credenze, identità, contraddizioni e paradossi; Sarajevo vista come “metafora dei nostri tempi, dove un giorno si vive da buoni vicini e il giorno dopo ci si fa la guerra”.


Il compositore bosniaco ha vissuto personalmente la realtà delle differenze culturali, religiose etniche: nasce da padre cattolico e madre ortodossa in un paese dilaniato dalla guerra delle etnie e si sposa poi con una donna musulmana; in prima persona, quindi, spezza le discriminazioni e si fa portavoce di una musica che supera paure e remore per aprirsi all’altro.
Una musica unica, inconfondibile, con una marcata identità in cui sapientemente si contaminano stili, tecniche e tradizioni e in cui si combinano magistralmente l’austerità della musica da camera e la veracità del folklore, il gipsy, il funky e il jazz; è una musica apprezzata e condivisa da un pubblico eterogeneo, è la musica dell’inclusione e dell’apertura al mondo intero, un inno alla vita, dove la diversità diventa punto di forza e di partenza per nuovi orizzonti senza frontiere.


Goran riesce ad unire con la potenza comunicativa della musica, contagia con la sua gioia e riesce a rendere leggeri contenuti forti, senza sminuirli della loro importanza.
Bregovic ha conquistato l’affetto e la partecipazione attiva dell’intero pubblico dell’Obihall, che lo ha acclamato e omaggiato con danze e applausi.


Il concerto inizia, come da tradizione, con i fiati che entrano tra le file della platea, per poi salire sul palco ed affiancare il Maestro, che si cimenta con le sue composizioni per film “La regina Margot” e le opere per i film di Emir Kusturica, per concludersi con la apprezzatissima Serbetico e con l’incontenibile energia di Kalashnikov, non manca ovviamente la sua famosa e originale interpretazione di Bella Ciao.


Three letters from Sarajevo vanta importanti collaborazioni: Bebe, Riff Cohen, Rachid Taha, Asaf Avidan. Questa sera Goran Bregovic sarà al Teatro Carlo Felice di Genova per l'ultima data italiana del tour che proseguirà in Russia.  Testo e foto di Joanna Marioni